È dunque forza o essere illogici, o cadere nel pretto scetticismo ripudiando l'evidenza naturale dell'intelletto. E per non cadere nello scetticismo stillò argomenti Cartesio. Provato che Dio esiste perchè noi ne abbiam l'idea, ne induce che esiste il mondo perchè altrimenti Dio c'ingannerebbe facendo c'ingannassero i nostri sensi, da lui creati. Non riconosce però un intimo nesso fra le cose e il loro concetto; v'è un dualismo dell'anima e del corpo, da cui deriveranno le cause occasionali di Malebranche. Cartesio non previde certo le conseguenze disastrose che ne trarrebbero i suoi successori, e come aprisse la via al sistema panteistico e al vezzo che ciascuno si crei una scienza, la quale porti in se stessa la ragione della propria certezza e la cognizione di Dio. Anzi egli era religioso, e mentre passionavasi attorno al suo Metodo di ricerche, fe voto di pellegrinare alla santa casa di Loreto, e v'andò a piedi da Venezia con tutta la devozione nel 1624, passando poi al giubileo a Roma.
Mentre il Fardella chiama analisi divina la cartesiana, il Gioberti non trova frasi sufficienti per riprovare l'inettitudine, l'ignoranza, la leggerezza di Cartesio, i continui suoi parologismi nell'attuare l'opera più assurda, qual è piantare il dogmatismo sopra lo scetticismo, considerare il niente come origine di tutte le cose: e l'imputa d'aver introdotto il psicologismo, che costituisce l'eterodossia moderna. I delirj della scolastica e la degenerazione de' monaci faceano (al dir di Gioberti) sentire il bisogno d'una riforma. Nella ricerca di questa si traviò, e i Tedeschi precipitaronsi alla negazione dell'idea, volendo risalire immediatamente all'espressione scritta del vero ideale, senza il sussidio della parola, cioè della Chiesa, e così interrompendo la continuità storica dell'idea.
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