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      Se, dal pensiero e dall'estensione ben separati fe produrre due serie di fatti perpetuamente distinti, onde il distacco delle scienze spirituali dalle fisiche, pure al sensismo di Bacone opponeva le idee innate, e sui fenomeni interni volgeva l'attenzione, dagli Inglesi tenuta unicamente sugli esterni: e se, affacciandosegli questioni religiose, rispondeva «Ciò non mi riguarda», è pur vero che, attenendosi alla filosofia platonica, rischiarò la via che conduce a Dio, esclamando: «Cosa imperfetta, incompleta, dipendente da altri sono io; che tende e aspira continuamente a qualcosa di migliore e più grande; ma le grandi cose a cui aspiro le possiede attualmente o infinitamente colui da cui io dipendo»380.
      Ma i discepoli, pretendendo applicar la sua dottrina, cadeano nel panteismo e nell'epicureismo. Gassendi provenzale (1592-1655), grand'avversario della scolastica, fe da Dio creare soltanto gli atomi, dal cui concorso si formò quanto vediamo; l'anima stessa non è che un'attenuazione della materia: sicchè riconoscendo solo il lavoro della natura, resta negato il soprasensibile. Nella morale esaltò Epicuro e Lucrezio, pure volendoli purificare da buon prete com'era.
      Malebranche (1638-1715) distingue le idee dalle sensazioni e anche dai sentimenti; ma l'esistenza reale de' corpi esterni non trae certezza che dalla rivelazione; e tra essi e gli spiriti non sussiste altra correlazione se non quella che stabilisce Dio; ed essi sono mera causa occasionale delle sensazioni.
      Baruch Spinosa ebreo (1632-77) definisce la sostanza ciò ch'è in sè, e che si concepisce per sè; per substantiam intelligo id quod in se est et per se concipitur. La sostanza è dunque necessaria e infinita, e perciò una e indivisibile; è Dio.
      Una sostanza non può essere senza attributi; ed essendo infinita, non può aver che attributi infiniti.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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