Adunque Dio ha un numero infinito d'attributi infiniti. Fra essi noi possiamo discernerne due soli: l'estensione infinita, il pensiero infinito.
L'aver estensione infinita non implica che Dio sia corporeo e in conseguenza divisibile: per l'estensione infinita si sottrae ad ogni divisione. Anche quanto al pensiero, Iddio non ne ha altro che l'essenza sua stessa: sicchè quando per metafora parlasi dell'intelletto divino, non s'ha a confondere coll'intelletto umano, come chi parla dell'ariete dello zodiaco nol confonde coll'ariete dell'armento. Stentiamo, è vero, a non riferire a Dio le nostre proprie facoltà; ma se il triangolo potesse pensare, direbbe che Dio è eminentemente triangolare.
Estensione infinita ma non divisibile, pensiero infinito senza intelletto, Iddio dev'essere considerato come libero, purchè non si sbagli su questa parola. Creder che Dio abbia a scegliere, attribuirgli una libertà d'indifferenza, supporre che a voglia acconci certi mezzi a certi fini, è grossolano errore. La libertà di Dio è quella virtù che fa che tutto proceda da Dio appunto come ne procede: gli svolgimenti di Dio gli sono inerenti, come al triangolo le sue proprietà: in conseguenza tutto e bene qual è: tutto è per lo meglio: tutto vien da Dio, tutto è per Dio, tutto è Dio: Dio è la causa efficiente, immanente di quanto esiste.
Dio è natura naturante. Che se questa, sostanza infinita con infiniti attributi, si rivela pei due attributi dell'infinita estensione e del pensiero infinito, questi attributi manifestansi con modi; donde la natura naturata, il mondo. Non già che v'abbia creazione. Immobile nella sua pienezza infinita, tutto essendo uno, fra i modi degli attributi e gli attributi non v'è procedenza, ma grado. I modi dell'attributo che è l'estensione infinita, sono i corpi: quei dell'altro attributo son le idee, gli spiriti, le anime.
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