Nella via famosa dei Santi Quaranta, che nella città di Treviso è la più spaziosa e la più diritta, rincontro alla chiesa dei Cappuccini, una piccola casa era infestata da spiriti, e durò la molestia per lo spazio di oltre venti mesi. Vi abita Perina, vedova di ottima fama e di età senile, il cui marito, or fanno dieci anni, fu chiamato a vita migliore, e con essa lei, che ne è padrona, altri non vi abita che Genevra figliuola di Bernardino suo figliuolo che è morto, fanciulla di quattordici anni, non bella, non vana, e, come ho veduto nel formare il processo e nel ragionare con lei, molto semplice e schietta. Sono esse poverelle e vivono colla industria dei lavori donneschi, mediante l'ago, e il fuso, non avendo che un poderetto di piccolissima rendita, che dovrà bentosto dividersi in molte parti per aver la Genevra non solo alquante sorelle, ma fratelli ancora. Giorno e notte si vedevano volar sassi, e mattoni, rompere stoviglie, trasportar bagaglie ed arnesi, e allora mo' l'avola, mo' la nepote erano leggiermente percosse, senza lividori ma non senza doglie. Non v'essendo pane in casa, furono trovati alcune fiate i pani inzuppati. Fu svelto e rimosso il cocchiume e la cannella d'un vasseletto e d'un barillotto versandosi tutto il vino. Rimesse le spinole ed i turaccioli, di bel nuovo erano sterpati e dischiusi, ed evacuati gli arnesi, ed infine tutti furono nel mezzo d'una stanza in un fascio gettati.
Cotali stravaganze non solo dalle abitatrici si vedevano, ma da vicini, da parenti e da amici, che per vaghezza di veder maraviglie vi concorrevano, ma non fu poi giammai veduto mano o piede o altro agente naturale nè artificiale, che facesse quelle operazioni. Furono anco tagliate le gambe sul nodo del ginocchio a tutte le galline con sì leggiadra e sottil destrezza, che camminando elle alquanto, pareano sane, ma poi cadevano giù dalle proprie gambe come se fossero gruccie o piedistalli posticci.
| |
Santi Quaranta Treviso Cappuccini Perina Genevra Bernardino Genevra
|