Per cotale risposta molto si maravigliarono i semplici, parendo loro essere impossibile che le anime tormentate dal fuoco possano esser anco dal freddo crucciate, e pur egli è vero che, contro l'ordine della natura, per affliggere gli spiriti o dannati o purganti concorrono due contrarie pene ed opposti supplicj di gelo e di arsura, perciocchè chiaramente lo dice per bocca di Giob lo Spirito Santo, Transibunt ab aquis nivium ad calorem nimium, e lo conferma il Salvatore dicendo, che staranno in camino ignis ubi erit fletus et stridor dentium.
Qui segue una dissertazione sulla quistione del freddo e caldo che provano i dannati.
Interrogato lo spirito perchè alla Genevra fosse prima che ad altri apparso, ed a lei più che ad altri avesse favellato e non a sacerdoti, senza ch'ella ci fosse presente, rispose, tale essere stata la volontà dello spirito suo custode perchè gli angeli amano la verginità.
Qui vengono altre citazioni su tale argomento. Molte altre interrogazioni gli furono fatte, ed egli se ne sgravò dicendo che oggimai riuscivano importune. Ricercato in fine da qual parte uscirebbe, disse che per la fessura d'una finestra, che era ivi dirimpetto; e richiesto a dare il segno della partenza, percosse con tanta forza il palco superiore, che cadde la polvere copiosamente sopra gli astanti.
Tutto queste cose rimangono giustificate per la concorde attestazione di quattro sacerdoti cappuccini che v'intervennero, delle due donne abitatrici della casa infestata, di Luigi Caravagio figliuolo dell'una e zio dell'altra, di Giorgio di Grossi, di Mario Zambelli fabbro, di Libera sua moglie, di Domenico Minoto, di Bernardino Carraro, e di altri testimonj, tutti da me con questo esaminati, e nelle loro deposizioni appajono ancora molte altre cose concernenti questo affare, che troppo lungo e nojoso fora l'andarle una per una particolarmente divisando.
| |
Giob Spirito Santo Transibunt Salvatore Genevra Luigi Caravagio Giorgio Grossi Mario Zambelli Libera Domenico Minoto Bernardino Carraro
|