Per la quale Olao Barch non esita a chiamarlo phœnicem naturæ et gloriam non tantum Hesperiæ suæ sed Europæ394. Ma essa fu stampata da altri durante la sua prigionia, ed è strano come, mentre vi discorre degli spiriti elementari, della pietra filosofale, di cosmetici e panacee, mostri beffarsi delle scienze occulte, e «aver sempre sospettato fossero piene di vanità»: ma si giovò della credulità universale; «e così (dice) mi trovai ben tosto un grand'uomo; aveva per compagni principi e gran cavalieri, dame bellissime e delle brutte ancora, dottori, prelati, frati, monache, infine persone d'ogni serie. Alcuni inclinavano a' diavoli, altri agli angeli; alcuni al genio, altri agli incubi; alcuni a guarire d'ogni male, altri alle stelle; alcuni ai segreti della divinità, e quasi tutti alla pietra filosofale». Certo e' profittava dei creduli, come fanno i ciarlatani de' nostri giorni.
Altra cura dell'Inquisizione fu il vigilare sopra devozioni o improvide o eccessive, quali erano quelle degli schiavi della Madonna santissima; del voto sanguinario, che importava di sostener anche colle armi l'Immacolata Concezione di Maria; le indulgenze prodigate a chi portava l'abitino, e simili. Di ciò doveva peccare Giacomo Lombardi, la cui Semplicità spirituale, il Trattato dell'esteriorità, ecc., furono proibiti il 28 marzo 1675 con tutti i costui opuscoli. Le pratiche o arsenali del Sant'Uffizio contengono lunghi cataloghi di libri superstiziosi, preghiere, storielle devote, scapulari, come la Hebraica Medaglia detta Maghen David et Abraham, dichiarazione di Angelo Gabriello Anguisciola, che la sant'Inquisizione ordinò consegnasse al Sant'Uffizio chiunque ne possedesse alcun esemplare.
Neppur era dimenticato il concetto dell'Evangelio Eterno, cioè d'una nuova rivelazione che si surrogasse, e compisse quella di Cristo, conducendo ad una perfezione cenobitica più sublime395. Marc'Aurelio Scaglia del Monferrato vestiva da prete, possedeva le visioni del Beato Amedeo confessore di Sisto IV e quelle del Neri fiorentino; e diceva che, in tempo di Paolo V, seguirebbe gran riforma della Chiesa con grandissime tribolazioni; e che verrebbe un Francescano, uomo angelico di nome Pietro, indi altri Pietri; e ogni felicità succederebbe a Firenze396.
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