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      Furono arrestati, e messi tutti alla tortura, eccetto il Gabrielli il quale passò per imbecille, e riversò ogni colpa sull'Oliva. Questi vedendo disperato il caso suo, si precipitò da una finestra del palazzo dell'Inquisizione, e si fracassò la testa.
      Altrove indicammo come il misticismo invadesse anime pie e sante; nel qual senso anche il Bellarmino scrisse La scala per ascender397 a Dio dalle creature, tradotta dal latino in tutte le lingue, e il Gemito della Colomba ossia il ben delle lacrime. Più illustre fu santa Teresa, destinata dal papa e da Filippo II a riformare monasteri: la quale definiva il diavolo «quell'infelice che mai non amò»; e diceva «che l'intelletto umano dovrebbe giudicar delle cose come se al mondo non esistessero che Dio e lui»398.
      Ma altre volte i mistici pareano trasportar ancora al medioevo, quando l'ardimento e fin la temerità delle idee associavasi alla più fervente pietà, alla fede più ferma: e questa tendenza a ingolfarsi nella divinità di Cristo fin a dimenticarne l'umanità, portava a pensieri che davano alimento pericoloso alle passioni e a teorie superbe, le quali non valgono il minimo atto di bene pratico.
      A un frate Egidio fu rivelato che una buona donna può amar Dio meglio d'un dottore di teologia: ed egli corse per le vie gridando: «Venite, buone donne; amate Dio Signor nostro, e potrete esser più grandi di san Bonaventura».
      Michele Molinos prete di Saragozza (1627-96), stabilitosi a Roma nel 1662, e salito in fama di gran pietà, nel 1675 vi stampò una Guida spirituale che conduce l'anima per cammino interiore a conseguire la perfetta contemplazione e il ricco tesoro della pace interiore. Suo dogma fondamentale era che, chi coll'orazione della quiete congiunge l'anima a Dio, più non può peccare di volontà; e così induceva ad una specie di estasi; insomma ad annichilarsi pensando a Dio, e in tale stato non prendersi briga di checchè succedesse nel corpo; le fantasie più lubriche possono sorgere nell'anima sensitiva senza contaminarla, e senza giungere alla superiore dove risiedono l'intelligenza e la volontà. Iddio sottomette il credente al martirio spirituale di vive tentazioni per dargli a conoscere la propria abjettezza, ma non che sgomentarsene, convien mostrarne disprezzo, lasciando operar il demonio, e tenendosi tranquilli, nella certezza che Dio guida alla salute non solo colle virtù ma coi vizj.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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