Con lui furono condannati all'abjura e alla prigionia i suoi proseliti Simone Leoni sacerdote e Antonmaria suo fratello laico, di Campione sul lago di Lugano. L'ultimo si ostinò per due mesi anche in false interpretazioni di certi passi della Scrittura, finchè pur esso abjurò. Sessantotto proposizioni di Molinos vennero formalmente condannate da Innocenzo XI colla bolla Cœlestis Pastor, 20 novembre 1688. Insieme condannossi come infetta di quietismo la Contemplazione mistica del cardinale Pietro Matteo Petrucci, natìo e vescovo di Jesi che avea difeso il Molinos, e che, pentito, rinunziò a tutte le dignità.
Così l'immoralità veniva eretta in teorica con un osceno quietismo.
I nostri paesi subalpini, e nominatamente Vercelli, udirono dal barnabita savojardo Francesco La Combe, e dalla famosa Guyon predicare le vie dell'interiore, l'orazione del silenzio, la fede nuda, l'amor di Dio puro e per se stesso, senza timori nè speranze: in modo che l'anima, perduta l'individualità, confonde la volontà propria con quella di Dio, al punto che non sa più qual cosa condannare in sè, di qual colpa confessarsi. È noto che lo stesso Fénélon andò preso alle esaltazioni mistiche della Guyon, e n'ebbe diverbi con Bossuet, poi condanna da Roma come d'opinioni erronee, alla quale egli si sottomise.
Nella Valcamonica, terra alpina bagnata dall'Oglio fra il Trentino e il Bresciano, il vescovo di Brescia Marco Morosini, per istruzione di quei montanari, aveva istituiti molti oratorj o congregazioni. Ricevettero queste eccitamento da Giacomo Filippo, laico milanese, il quale indusse il vescovo a sistemarli a somiglianza degli oratorj di Santa Pelagia in Milano, ma subito ne apparver tali disordini, che il vescovo sospese e proibì l'opera (1653). Pure il mal seme fruttò, diffondendosi una specie di quietismo, secondo il quale laici e sacerdoti predicavano pubblicamente; uomini e donne indistinti s'adunavano nottetempo a orare e flagellarsi, negando obbedienza ai parroci e ai vescovi, prolungando fin sette e otto ore la preghiera, credendo sè soli santi, e confessavansi pubblicamente.
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