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      Pietro Ottoboni cardinale, divenuto vescovo di Brescia, accorse rigorosissimamente a reprimer questi Pelagiani; mentre stava alla finestra (raccontano) vide passar un fabbro, con chiavi e catenacci, che gridava la sua mercanzia; poi un altro, e un terzo e un quarto. Insospettito fe chiamar il seguente, e legò discorso con esso, poi frugando nella cassetta di que' chiavacci, ecco vi trova catechismi calvinici e libretti concernenti le credenze e le pratiche pelagiane: onde emanata una pastorale il 13 marzo 1656, mandò inquisitori nella valle, che molti ne scopersero: furono aboliti gli oratorj, relegati o carcerati i sacerdoti Marc'Antonio Ricaldini, Giambattista Maurizio, Benedetto Passanesio, e alquanti. Pretendeano anche far miracoli; e specialmente un Francesco Negri, detto il Fabianini, vantavasi di parlar faccia a faccia con Dio, e avea scritto un discreto volume di rivelazioni e profezie, con tanti errori, che l'inquisitore di Treviso il decretò al fuoco.
      Giovanni Agostino Ricaldini, fratello del Marc'Antonio, fe la sua ritrattazione nella chiesa di Treviso, abjurando d'aver creduto che l'orazion mentale sia l'unica porta della salute; che il dono dell'orazion mentale è maggior che quello della redenzione e dell'istituzione del ss. Sacramento: che le asprezze e penitenze non son care a Dio in quanto domano la carne, poichè non è bene macerar questa, essendo noi creati per amare non per patire; che Dio vuol levare il ministero di spiegar le sacre scritture di mano dei ministri della Chiesa e darlo ai secolari; che i principi avranno giurisdizione sopra gli ecclesiastici, e ne faranno morire molti, altri spoglieranno delle dignità.
      Come quietista fu dai savj sopra l'eresia di Venezia condannato un Giuseppe Beccarelli di Brescia.
      Tale eresia aveva fatto guasto principalmente fra le donne e nei monasteri, e nominatamente quelli di Faenza, di Ravenna, di Ferrara400. Quell'Ottoboni che sopra nominammo, fatto inquisitore generale, operò assai a sradicar il quietismo, e più dopo che salì papa col nome d'Alessandro VIII. E il Bernino, ripetendo il grand'orrore che aveva per ogni eresia, aggiunge che fece arrestare anche un chierico della propria camera, protonotaro apostolico e sospetto di spinosismo, e processare dalla Congregazione del Sant'Uffizio, benchè in questo si trovassero quattro cardinali parenti del reo.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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