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      Trovò quasi tutti i valligiani dati all'eresia, e molti relapsi. Tenne anche colloquj, e avendo invitati in Luserna quanti voleano seco disputare, con trecento e più Valdesi ci venne il vecchio barba dottissimo Claudio Pastre, che nè convinse nè resto convinto. Costui altre eresie predicava contro l'incarnazione del Figliuol di Dio e la presenza reale, e teneva adunanze fin di cinquecento eretici, i quali gl'inquisitori o respingevano o assediavano o beffavano. L'inquisitore non volendo usare altre armi che le ecclesiastiche, nè potendo procedere singolarmente contro tanti, pronunziò interdetta la valle, che durò così dal 48 al 53, quando tornatovi frà Buronzio e convertitine alcuni, questi supplicarono perdono da Nicolò V, che in fatti ordinò ai vescovi di Torino e Nizza riconciliasse tutti quelli che abjurassero. E ne fu più di tremila, e il vescovo gli accolse e regalò, ma impose che quelli che ricadessero perderebbero i beni. Ciò non impedì che molti e presto ritornassero al Vomito421.
      Fu sotto questo vescovo Ludovico da Romagnano, che, avendo alcuni ladri rubato un ostensorio colle sacrosante specie, il giumento che le portava, passando per Torino, si buttò a terra, e l'ostia elevossi luminosa (6 giugno 1453): miracolo sin ad oggi festeggiato.
      Questi ed altri prodigi di quel tempo non tolsero che i Valdesi persistessero nell'errore; onde nel 1475 si decretò che nessun contratto con essi avesse valore e frà Giovanni d'Aquapendente curava che i magistrati a ciò s'attenessero.
      Il 23 gennajo dell'anno seguente, Jolanda, sorella di Luigi XI, vedova del beato Amedeo di Savoja e tutrice di Carlo, d'accordo coi vescovi ordinava ai castellani di Pinerolo e Cavour e al podestà di Luserna facessero osservare gli ordini dell'Inquisizione, e adoprassero tutte le vie per ricondurre i Valdesi alla Chiesa cattolica.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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