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      V'andò poi inquisitore Alberto de' Capitanei, arcidiacono cremonese, i cui rigori eccitarono a resistere; da Pietro Revel d'Angrogna nel 1487 fu ucciso il Negro di Mondovì, e malmenate le truppe venute per opprimerli. Violentemente li perseguitò il beato Aimone Tapparelli d'Azeglio inquisitore nel 1495. Margherita di Foix, vedova del marchese di Saluzzo, si accontò col vescovo di questa città per escluderli dal marchesato nel 1499; onde i Valdesi si restrinsero nelle valli. Per quanto vi si tenessero tranquilli gli alpestri silenzj non sempre li sottraevano a sospetti e animadversioni de' governi, massime per parte della Francia, ombrosa della loro vicinanza. Re Carlo VIII avea tolto a perseguitarli, e papa Innocenzo VIII eccitato i credenti contro questi aspidi velenosi; e il legato condusse un esercito nelle placide valli d'Angrogna e Pragelato. Al suo rincalzare alcuni abjurarono, altri si ridussero fra monti più inaccessi: ma re Luigi XII, dopo presane informazione, ebbe ad esclamare: «Son migliori cristiani di noi».
      Giudice incompetente! Ma nel 1517, Claudio Seyssel arcivescovo di Torino, venerato per sapienza, e per incarichi affidatigli da Luigi XII e Francesco I, avendoli conosciuti nella visita pastorale, s'adoprò a ricercare fin nella radice gli errori, e convertire i Valdesi, che giudica una genia abjetta e bestiale, avente appena tanta ragione che basti a distinguere se bestie o uomini sieno, se vivi o morti: e quindi non occorre con essi alcuna disputa formale. Pure ne divisa le dottrine, e non sono quelle che poi professarono i Riformati. La principale consisteva nel far dipendere l'autorità del ministero ecclesiastico dal merito delle persone, nè poter consacrare e assolvere chi non osserva la legge di Cristo; in conseguenza non doversi obbedir al papa e ai prelati, perchè si sono distolti dalla via degli apostoli; e Roma, carica d'ogni mal mendo, è la meretrice dell'Apocalisse.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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