E per loro istruzione domandavano non solo «se al magistrato sia lecito punire i criminali di morte», ma anche se sia permesso uccider il falso fratello che li denunziava, attesochè, non avendo giurisdizione fra loro, quest'unica via trovavano a reprimerli; se gli ecclesiastici potessero ricever doni, e tenere cosa alcuna in proprio; se accogliere la distinzione del peccato in originale, veniale, mortale; se i bambini di qualunque nazione sono salvati pei meriti di Cristo; se gli adulti che manchino di fede possono giunger a salute in qualunque religione. Sopratutto mostravansi colpiti da ciò che in Lutero aveano letto sulla predestinazione e il libero arbitrio, «mentre credeano che gli uomini avessero naturalmente alcuna forza e virtù, la quale, eccitata da Dio, avesse qualche valore, conforme alla parola Battete e vi sarà aperto. Che se i predestinati non posson divenire riprovati e viceversa, a che tante prediche e scritture? a che, se tutto arriva per necessità?»
Maggiore conformità si pretese trovarvi colle dottrine di Calvino, il quale, penetrato nella val d'Aosta allorchè abbandonò la duchessa di Ferrara, diede calda opera perchè que' valligiani abbracciasser la sua credenza, e sottraendosi a Savoja, si fondessero coi Cantoni protestanti svizzeri. Gli stati però di quella valle, adunatisi nel febbrajo 1536, presero severi provvedimenti per la conservazione della fede cattolica. Meglio riuscì coi Barbetti il celebre ginevrino Farel, e gl'indusse a pubblicare la loro professione di fede, e chiarirsi o divenire calvinisti, abolendo i suffragi pei defunti, i digiuni, il sagrifizio della messa, tutti i sacramenti eccetto il battesimo e la cena, e credere alla predestinazione e alla salvezza per mezzo della sola fede, nè altri che Cristo esser mediatore fra Dio e gli uomini.
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