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      Perocchè, avendo veduto come le poche che correvano fossero di senso e di copia fallaci, indussero Roberto Olivetano, pratico di greco e d'ebraico, a voltarla in francese. Ed egli l'eseguì in un anno: e «ho fatto il meglio che potetti, ho lavorato e approfondito il più che seppi nella viva miniera della pura verità per trarne l'offerta che vi reco, a decorazione del santo tempio di Dio. Non mi vergogno, come la vedova del Vangelo, d'aver portato innanzi a voi due soli quattrini, che son tutta la mia sostanza. Altri verranno appresso, che potran meglio riparare il cammino, e far più piana la via».
      Una colletta per farla stampare fruttò millecinquecento scudi d'oro, e nella prefazione all'edizione del 1535 diceasi alla nascente chiesa di Francia: «A te, povera chiesuola, è diretto questo tesoro da un povero popolo, tuo amico e fratello in Gesù Cristo, e che, da quando ne fu dotato e arricchito dagli apostoli di Cristo, sempre ne ebbe il godimento: ed ora volendo regalarti di ciò che desideri, m'ha dato commissione di cavar questo tesoro dagli armadj greci ed ebraici, e dopo averlo involto in sacchetti francesi il più convenevolmente che potessi giusta il dono di Dio, ne facessi presente a te, povera Chiesa, a cui nulla vien presentato. Oh la graziosa derrata di carità, di cui si fa mercato sì utile e profittevole! Oh benigna professione della grazia, che rende al donatore e all'accettante una medesima gioja e dilettazione!»427.
      Dacchè il contatto de' Riformati li strappò dalla quieta loro oscurità, i Valdesi fortuneggiarono nelle procelle d'un tempo sospettosissimo. Subito il parlamento d'Aix e quel di Torino (stando allora il Piemonte in servitù di Francia) applicarono ad essi le leggi capitali comminate agli eretici, e il rogo e il marchio; poi, perchè maltrattavano i frati spediti a convertirli, si bandì il loro sterminio, e che perdessero figli, beni, libertà. Forte s'oppose a tali rigori il Sadoleto vescovo di Carpentras; e re Francesco I, vedutili mansueti e che pagavano, ordinò al parlamento di cessar le procedure, e diè loro tre mesi di tempo per riconciliarsi: ma scorsi questi, Giovanni Mainier barone D'Oppède, preside al parlamento, lo indusse a dar esecuzione all'editto.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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