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      Ecco il comunismo dei santi.
      Carlo Emanuele, nell'irrequieta ambizione d'ingrandirsi, sperò profittare, come di tutto, così delle guerre religiose di Francia, ed alleatosi con Filippo II, col suo appoggio tolse Saluzzo ai Francesi, assicurando lo faceva per sottrar quel paese al pericolo di cascare in mano degli Ugonotti (1588). E atteggiandosi campione del cattolicismo, chiama tutta l'Europa a soccorrerlo, assale la Provenza, tenta aver Marsiglia, adopra a vicenda maneggi e violenze, finchè stancato, Enrico IV gli dichiarò guerra.
      Il Lesdiguières prese la capitananza dei Protestanti del Delfinato, che allora si diffusero nel marchesato di Saluzzo, in San Germano, a Pramollo; e con essi nel 1592 espugnò i castelli di Perosa, Cavour, Bricherasio ed altri, onde fu soprannomato Schiumatore delle Alpi. Il forte di Santa Caterina che dai confini della Savoja sempre minacciava Ginevra, fu dato a questa città, togliendolo al duca, il quale nella pace cedette i paesi attorno al lago Lemano, ma si assicurò Saluzzo.
      Carlo Emanuele, disposto a voltar casacca qualunque volta gli giovasse, si accostò ai Protestanti tedeschi, per mezzo del conte Ernesto di Mansfeld e di Cristiano d'Anhalt, offrendo soccorrerli nella guerra dei Trent'anni: col che sperò perfino ottener l'impero; ma l'intento non gli successe439. Legò intelligenze anche col connestabile di Lesdiguières, al quale avea sempre fatto guerra come a capo degli Ugonotti, e concertava seco di conquistar il Milanese, il Monferrato, la Corsica e il Genovesato, del quale cederebbe la città e la riviera di levante a Francia, affinchè avesse libero passo all'Italia. Scontento del mal esito qui e della vergognosa sua spedizione contro Ginevra, e rovinato il paese suo per acquistar l'altrui, morì di crepacuore.
      In un memoriale che al duca sporsero nel 1585, i Valdesi diceano che il loro culto da alcune centinaja d'anni professavasi secretamente, e da trent'anni palesemente; vantavano diritti a tolleranza; voleano patteggiar coi proprj sovrani, e mandavano ambasciatori ai sovrani esteri.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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