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      Chi, conoscendo la potenza del gran re e il valore del maresciallo Catinat, mal sapesse persuadersi che un pugno di Valdesi resistesse con effetto, mostrerebbe non conoscere la possa di gente che difende la patria e le credenze; nè l'insuperabile natura delle posizioni di Balsilla, di Serra il Crudele e d'altre, ove due possono respingerne mille, e i sassi sepellire cavalleria e cannoni. Ma la disciplina del nemico e più la fame peggioravano la situazione de' Barbetti, che, quando fossero côlti, come rei di lesa maestà venivano uccisi, o mandati alle carceri, alle galere. Ridotti a piccol numero, ricoverarono sul suolo elvetico: ma di là ribramavano la patria; e alcuni per forza vollero ricuperarla, e una colonna di novecento, sollecitata e condotta dal vecchio Gianavello, imbarcatisi sul lago di Ginevra, per la Moriana valicarono il Moncenisio, e sceser dalla val della Dora in Pragelato, e dalla Balsilla respinsero dodicimila Francesi e diecimila Piemontesi; ma il Catinat molti ne colse ed appiccò.
      Fra tali eventi, il duca di Savoja trovò che gli tornava conto guastarsi colla Francia ed unirsi all'Austria. Allora, per ingrazianir l'Inghilterra, amica di questa, ripristinò ne' loro diritti i Valdesi, rilasciò quei che tenea prigionieri a Torino, e giunse fin a permettere tornassero al culto paterno quei che l'aveano abbandonato per paura o fini umani. L'Inquisizione romana cassò queste disposizioni come enormi, empie, detestabili, e il duca proibì si pubblicasse il decreto di essa, e chiese ne' suoi Stati l'abolizione del Sant'Uffizio; e papa Innocenzo riconobbe che si era ecceduto.
      I Valdesi ricambiarono la tolleranza del duca col fortemente ajutarlo nella guerra alla Francia, servendo d'antiguardo al principe Eugenio di Savoja; e unitisi in reggimenti colla divisa La pazienza stancata divien furore, gravemente danneggiarono il Delfinato e le truppe di Luigi XIV. Poco andava, e Vittorio Amedeo trovava utile di ricomporsi in pace col gran re, ricuperando Pinerolo e la val di Perosa, da sessantasei anni obbedienti alla Francia.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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