Il negare quest'azione, i diversi tentativi di ragionarla448 e di misurarne la relativa importanza danno origine a variissimi sistemi, che collegansi con quelli che concernono l'altro arcano dell'origine del male.
Fin dai primi secoli, Pelagio, per sostenere il libero arbitrio, attenuava l'efficacia divina, cioè la Grazia, ponendo che le forze naturali bastino per adempiere la legge. L'uomo, a dir suo, fu creato mortale; nè il peccato ne deteriorò punto la prisca condizione. I bambini nascono nel medesimo stato in cui fu posto Adamo, e gli uomini sono liberi come erano nel paradiso terrestre. Ognuno può dunque serbarsi immune da peccato e osservare la legge; sebbene non possa raggiungere la perfezione. Che se vuolsi ammettere la Grazia divina, questa consiste appunto nella libera volontà di non peccare; tutt'al più è una ulteriore facoltà, concessaci da Dio per poter più facilmente compire quel ch'egli ci comanda: il libero arbitrio consiste nell'equilibrio fra il bene e il male, nella piena libertà di fare questo o quello.
Sant'Agostino, il primo de' Padri latini che riducesse a forma sistematica la dottrina evangelica, molto occupossi di questo dogma capitale della vita cristiana; e combattendo Pelagio, sosteneva che l'uomo, dopo la colpa d'origine, cessò di potere per sè evitare il peccato ed osservare la legge: la grazia di operare il bene non può venirgli che da Dio, il quale la concede a chi e in qual grado vuole. Per lo peccato originale i bambini non partecipi della redenzione, van perduti irremissibilmente; e in alcune anime predestinate alla gloria, la Grazia si manifesta in modo indeclinabile e insuperabile. Queste frasi, comparandole ad altre dello stesso santo, da san Fulgenzio e dai teologi sono chiarite in modo di stabilire che col peccato originale l'uomo perdette la Grazia santificante, divenne soggetto alla morte; il libero arbitrio fu in lui non annichilato, ma indebolito; nè è dalla concupiscenza trascinato inevitabilmente al peccato; nè portato irresistibilmente al bene dalla Grazia, acquistata pel sangue di Cristo, e mediante la quale riceve la facoltà di far bene.
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