Pagina (447/895)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
      I teologi sono lontani dall'andare d'accordo nell'esposizione; e i Domenicani sopra l'opinione di san Tommaso compilarono il catechismo romano: i Gesuiti propendettero a Duncano Scoto, che asseriva l'uomo essere capace di qualche movimento verso il bene, fondandosi sulla bontà del Padre e la misericordia del Figlio; ond'erano tacciati di semipelagiani.
      Maggiore efficacia all'arbitrio volle attribuire lo spagnuolo Luigi Molina, supponendo che l'uomo, senza il soccorso della Grazia, possa produr opere moralmente buone, resistere alle tentazioni, elevarsi da sè ad atti di fede, speranza, carità, contrizione; giunto a questo, Iddio gli concede la Grazia pei meriti di Gesù Cristo, per la quale prova gli effetti soprannaturali della santificazione: ma l'arbitrio rimane sempre indifferente anche sotto l'azione della Grazia, la quale esso può render efficace o no. In somma l'opera buona la giustificazione vengono dal cooperare della volontà e della Grazia; Iddio prevede, ma non determina l'azione, bensì vede qual sarà la deliberazione della volontà.
      Piacque tale sistema, che nella sua chiarezza pareva conciliare l'azione della Grazia col libero arbitrio; ma viva guerra gli mossero i Domenicani come a liberalismo razionalista e superficiale. Per avere una precisa decisione sarebbe bisognato prima definir la natura della Grazia efficace, e la Chiesa non lo fece mai. Clemente VIII ne affidò l'esame a una congregazione De auxiliis divinæ gratiæ, ma questa si sciolse prima di nulla decidere: e si disse che ciò siasi fatto per non condannare un Ordine tanto benemerito come i Gesuiti.
      Imposto silenzio su tale materia, non altro rimaneva più che di usare strettamente le parole della Chiesa e di sant'Agostino. Ma sant'Agostino insegnò egli appunto la dottrina adottata dalla Chiesa? Se poi il principio della giustificazione sta nella volontà e libertà dell'uomo, in modo che possa di per sè cominciare il suo rigeneramento e meritare per moto spontaneo della sua buona volontà, egli non è caduto irreparabilmente, nè in conseguenza è indispensabile la redenzione sempre vivente per opera di Gesù Cristo.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





Domenicani Tommaso Gesuiti Duncano Scoto Padre Figlio Luigi Molina Grazia Iddio Grazia Gesù Cristo Grazia Grazia Iddio Grazia Domenicani Grazia Chiesa Ordine Gesuiti Chiesa Agostino Agostino Chiesa Gesù Cristo Clemente VIII