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      I Padri del sinodo di Trento, non che introdurre verun elemento democratico, anzi con lunghi ragionamenti ne mostrarono la sconvenienza, solo affidando ai capitoli delle cattedrali l'elezione dei vescovi: e fu condannata la dottrina del Richerio che mettea nel popolo il primo possesso della sovranità.
      Mentre poi erano democratici in chiesa, fuori i Giansenisti mostravansi monarchici, come aveano fatto nel medioevo i Fraticelli; la riforma della Chiesa voleano ottener da altri che dalla Chiesa; e come Calvino avea detto «Non c'è altra giustizia in Dio che la volontà di Dio», i Giansenisti dissero «Nella società civile non v'è altra giustizia che la volontà del principe»; così esagerando l'autorità regia, fecero nascere la rivolta popolare.
      Prima d'indicare lo svolgersi di queste dottrine in Italia accenneremo come eresie di più franca faccia s'introducessero, o si trasformassero le precedenti coll'innestarvi il razionalismo, venuto di moda fra i pensatori dopo la rivoluzione d'Inghilterra. Locke, nel Cristianesimo ragionevole, la questione ch'era da Cattolici con Protestanti trasporta a razionalisti con credenti, da chi accetta la parola rivelata a chi la ricusa. La Bibbia non ripudia egli, ma Cristo riduce a un essere umano, i misteri a verità di mera ragione, e conchiude che chiunque crede al Messia è fedele, per quanto differisca d'opinamenti; non è eretico nè scismatico chi pensa a modo proprio, ma solo chi pretende fare chiesa da sè: per credere a una vita fuor del corpo volersi dati positivi, nè questi poter darli che la rivelazione; i dogmi ricavati dalla Scrittura giova crederli, ma non mena a dannazione il fare altrimenti.
      Questo deismo fu ridotto a sistema da Eduardo Herbert, da Collins che ripudia la resurrezione de' corpi, e sostiene che il mosaismo non ammette speranze postume: da Carlo Blount negli Oracoli della ragione; da Bury nel Vangelo nudo, da Shaftsbury che, armatosi d'epigrammi, vuol che della Chiesa non si parli che bernescamente: da Mandeville che mostra il vizio come causa di tutti i fatti grandi, di tutti i progressi sociali: da Toland che nel Cristianesimo senza misteri impugna i miracoli, poi anche la personalità di Cristo; gli apostoli aver copiato gli Egiziani, e il loro ascetismo dover cedere al culto della natura e dell'istinto; e nei Destini di Roma pronosticava imminente la caduta dei papi: da altri che ergevano la religione naturale sulle ruine della rivelata, alla fede surrogando la supremazia della ragione, dalla quale doveano essere garantite anche le verità religiose.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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