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      Benedetto XIV stimò dunque bene ripeterla, lodandola in tutto, ed esortando i principi a ricordarsi che furono eletti da Dio a difensori della fede e protettori della Chiesa.
      Questa eresia galante dovette dar a fare alle Inquisizioni d'Italia, ed è ricantatissimo fra le vittime di essa il Cagliostro.
      Dove è a premettere come, cadute le dottrine sane e pure, in Germania e in Francia grandeggiasse la superstizione, per quell'aspirare alle realtà ideali, così proprio alla natura dell'uomo, che, piuttosto di rinunziare alla speranza, ultima dea, buttasi nella tenebra delle scienze occulte. Nacquero dunque nuovi taumaturghi: e presa in beffa la metafisica, e tronchi gli slanci legittimi, non appagandosi d'una filosofia senza ideale, si prestò fede a ciarlatani, o si ricorse al meraviglioso per sottrarsi alle severe lezioni della verità. Alcuni di essi erano mistici, come Swedenburg, Lavater, Saint Martin; altri rivoluzionarj, come Weishaupt, Knigge, Bode; altri giocolieri e furbi, come Giangiorgio Schröpfer, garzone d'osteria, che arrivò ad affascinare ministri, diplomatici, principi con operazioni taumaturgiche, finchè scoperto di vere truffe, s'uccise. Pochi secoli furono così goffamente creduli e la gran città de' filosofi fu piena di diavoli, vampiri, silfi, come il xviii, che s'intitola forte pensatore; convulsionarj, magnetici, cabalastici, Rosacroce, Massoni, evocatori, elisir di lunga vita469. Il marchese di San Germano, di tenace e vasta memoria, trattava i grandi, i dotti, la società colla massima confidenza, e spacciava bizzarri racconti, asserendosi testimonio oculare di eventi lontanissimi, aver conosciuto David, assistito alle nozze di Cana, cacciato con Carlo Magno, trincato con Lutero; e i Parigini gli credeano. Pare fosse figlio del principe Rakosky di Transilvania, e molto fu anche in Italia, prima dicendosi marchese di Monferrato, poi conte di Bellamare a Venezia, cavaliere Schöning a Pisa, cavaliere Weldone a Milano, conte Soltikof a Genova; spesso ricordava avventure sue in Italia e in Ispagna; e fu molto protetto dall'ultimo granduca di Toscana che lo avea fatto istruire.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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