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      - Nessuna cosa uguaglia i vostri benefizj, se non la felicità che ci procurano, son frasi delle lettere trovategli, ed egli sapeva colla condiscendenza o col rigore coltivare quell'entusiasmo, asserendo gli atti suoi esser effetto d'ispirazione superna. Lasciamo via i suoi miracoli e le profezie; le rivelazioni delle pupille talvolta erano artificiosamente preparate; d'altre neppure la moglie dava altra ragione se non l'arte diabolica; e il gazzettiere Morand, suo implacabile nemico, non volle vedervi che maestria da giocoliere. Cagliostro protestava non aver mai operato coi diavoli, ma «non ne ho mai capito nè capisco il costrutto». E davvero que' dialoghi delle pupille ci pareano da pazzi quando le leggevamo in nostra gioventù, lontanissimi dal supporre che, come tant'altri errori e scelleraggini e ridicolezze, che credevamo cadute per sempre, dovessero rinascere a mortificazione della nostra vanità477.
      Roma che avea svelato le imposture del Gabrielli e dell'Oliva, di Cordano e di Gabrino di Pietro d'Abano, del Borri, dissipò le costui. Stretto da argomenti, rimandava di non capire più se stesso; non sapere più cosa dire: «compiango il mio stato infelice: domando solo soccorso per l'anima» e chiedeva di ritrattarsi «in faccia a un milione di suoi seguaci». Poi ricadeva negli errori, e ad inveire contro gli esaminatori, contro la corte di Francia che, dopo il processo della collana, per rovinarlo avea corrotto fin sua moglie.
      Finita l'inquisizione, accettò per suo difensore il conte Bernardini avvocato de' rei al Sant'Uffizio, al quale volle aggiungersi monsignor Costantini avvocato de' poveri. Udito a che punto si trovasse, chiese ajuti e istruzioni spirituali, e mostrossi ravveduto e pentito. Atteso ciò, gli venne risparmiato d'essere consegnato al braccio secolare, che volea dire alla morte; e fu condannato a carcere perpetuo in fortezza: fatta abjura delle sue eresie, venga assolto dalle censure; resti solennemente riprovato il suo manuscritto Maçonnerie Egyptienne, e bruciato pubblicamente cogli arnesi della setta; si proibirà di nuovo la società de' Liberi Muratori, con particolare menzione del rito egiziano e di quella degli Illuminati, comminandovi le più gravi pene temporali (7 aprile 1791).


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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