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      Vedi quanti il bell'italo terrenoSenza schermo o riparo
      Di dolce metafisico velenoLibri sparsi inondaro,
      Che a poco a poco nelle menti infermeFan sì profonda piaga
      Onde ancor muoja della fede il germe;
      Nè si bella più in lor splenda e riluca,
      Nè più di vita i bei frutti produca.
      Ah, se non che, pur fremaIl superbo aquilon, l'urti e la scuote
      Qual rupe in mar, fino agli estremi giorniFia di Cristo la fe salda ed immota.
      Ahi quanto a lei sovrastaGrave danno e periglio!
      Non pare che le orrendeTenebre ricondotte
      Sien dell'antica notte,
      E il nero antico caos non ancor torni?
     
      Persin Vittorio Alfieri lanciava una satira all'antireligioneria:
     
      Or di Cristo vediam se la severaDottrina, a lato all'indottrina tua
      Debba, o Voltero, dirsi una chimera.
      In poppa ha il vento, e spinta pur la pruaNon ha della tua frale nave al lido
      Colui che più ne' dogmi tuoi s'intua.
      Ci vuol altro a cacciar Cristo di nido,
      Che dir che ella è una favola; fa duopoFavola ordir di non minore grido.
      Sani precetti ed a sublime scopoDà norma l'evangelica morale,
      Nè meglio mai fu detto, nè anzi nè dopo.
      Stanco il mondo d'un culto irrazionaleE stomacato da schifosi altari,
      Su cui sempre scorrea sangue animale:
      Di un sol Dio maestoso e appien dispariDa' suoi fin là mal inventati Dei,
      I non fetidi templi ebbe più cari.
      Certo in un Dio fatt'uom creder vorreiA salvar l'uman genere, piuttosto
      Che in Giove fatt'un tauro a furti rei.
     
      Non mancarono serj campioni della verità, ma poco letti. Francesco Manzoni pubblicò «Cinquanta motivi per indur gli eretici a venir alla Chiesa» ed ebbero l'onore d'essere bruciati a Londra. Era milanese, come Taddeo Caloschi, che fece un Esame del protestantismo, e Nicola Gavardi, che confutò la Concordia del sacerdozio e l'impero di Pier Della Marca, Giovanni Trombelli ( - 1784) bolognese scrisse sapientemente De Cultu sanctorum, e lo difese contro il Kiesling di Lipsia con tale urbanità, che questi il chiese amico.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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