Monsignor Alfonso Muzzarelli ferrarese (1749-1813), soppressi i Gesuiti a cui s'era aggregato, s'applicò tutto agli studj, prese la direzione del collegio de' nobili a Modena, poi Pio VII lo fece penitenziere, e l'ebbe seco nella prigionia. Confutò il Contratto sociale, fece l'Emilio disingannato: meriterebbe esser riprodotto il suo Buon uso della logica in materia di religione, ove mostra che il cristianesimo è tutt'altro che opposto al bene della società486.
Che però mal si scegliessero i difensori appare dall'esser Nicolò Spedalieri di Bronte (1741-95) eletto a combattere i filosofi, come il rispondere sopra la nunciatura si era affidato al cardinale Campanelli, nulla più che formalista e legulejo. Lo Spedalieri, nel libro dei Diritti dell'uomo, per confutare i nemici ricorre alle loro armi, transigendo colle idee di moda; accetta modificandola la teorica di Rousseau d'un contratto sociale, patto non fatto, a pruova del quale strascina i passi biblici; mette scopo della società civile la felicità, sebbene conchiuda ch'essa non può trovarsi senza una religione, non solo naturale ma rivelata. Così accetta il diritto pubblico protestante, benchè ne impugni le conseguenze, e scalza l'idea d'autorità mentre vuol consolidarla. Ai Giansenisti avventa tutte le infande accuse che sogliono i partiti; essi framassoni, essi atei, o se v'ha di peggio.
Molte opinioni di lui ribattè Vincenzo Palmieri nell'Analisi ragionata de' sistemi e dei fondamenti dell'ateismo e dell'incredulità.
Dall'istesso concetto di cavare l'antidoto dalla vipera nacque il pensiero di tradurre a Lucca l'Enciclopedia, mettendovi delle note che tranquillassero gli scrupoli; e l'arcivescovo Mansi aveva assunto di correggere così gli articoli di scienze sacre; appunto come chi credesse neutralizzare l'arsenico con una presa di zuccaro.
| |
Alfonso Muzzarelli Gesuiti Modena Pio VII Contratto Emilio Buon Nicolò Spedalieri Bronte Campanelli Spedalieri Diritti Rousseau Giansenisti Vincenzo Palmieri Analisi Lucca Enciclopedia Mansi
|