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      6° Proibisca al clero di ricevere mercede per la celebrazione di messe, punendo come simoniaco chi ne accetta. 7° Tenga per ribelli i confessori o ecclesiastici che ne' penitenti o ne' fedeli eccitano odio contro il sovrano. 8° Abolisca l'asilo delle chiese; pigli le terre del papa che si trovino nello Stato, come sono i feudi pontifizj in Piemonte. 9° Abolisca il Sant'Uffizio 10° e le confraternite del Rosario, del Monte Carmelo, della Cintura di sant'Agostino, del Cordone di san Francesco, dello Spirito Santo. 11° Diminuisca il numero delle feste, riducendole alle domeniche, pasqua, natale, capo d'anno, natività della Beata Vergine, tanto per distinguere i Cattolici dai Protestanti. 12° I beni del clero scomparta fra i nobili ed i Comuni; e poichè cesserebbero d'esser immuni dal tributo, diminuisca d'altrettanto le gravezze pubbliche.
      Avanti procedere a tali riforme bisognava fondare l'Università e l'insegnamento laicale, togliendo ai Gesuiti l'istruzione: stampare un'istruzione popolare sulla distinzione fra l'autorità spirituale e la temporale; e difondere gli scritti di frà Paolo Sarpi.
      L'opera alla quale precede il racconto dei fatti che su riferimmo, nella stampa fu dedicata a Carlo III Borbone delle Due Sicilie; e poichè confidava diventerebbe re di tutta Italia rifacendo la nazione, gli offriva questi pensieri come conducenti a tal fine. È scritta con vivacità e acrimonia, attaccando anche l'autorità spirituale, e proponendo a modello Enrico VIII e il czar. Suggerisce però ai principi si mostrino zelanti della religione per ingannare il popolo, e averlo favorevole nella lotta contro gli ecclesiastici: non tocchino il dogma per non offendere gli altri sovrani.
      In Inghilterra si amicò a Collins, a Tyndal ed altri spiriti forti, e per secondarli avventò contro la Chiesa una finta lettera all'imperatore Trajano, ove si pongono a parallelo Maometto e Sosem cioè Mosè. Fece pure una Storia succinta della professione sacerdotale antica, dedicata all'illustre e celebratissima setta degli spiriti forti da un libero pensatore (freethinker) cristiano nazareno; e il Racconto fedele e comico della religione dei canibali moderni, di Zelim Moslem, in cui l'autore dichiara i motivi che ebbe di rinunziare a tal idolatria abominevole.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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