Pagina (512/895)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Desidero sinceramente che le attenzioni incaricate novamente al signor conte Piccone (governatore della Savoja) sortiscano il loro effetto; perchè in tal caso sua santità potrà conoscere che, se nelle cose temporali la disgrazia ha voluto che non si sono potute incontrare in cotesta Corte le dovute convenienze, nelle spirituali non v'è chi superi sua maestà nella sua devozione ed ossequio verso la santa sede e la persona di sua santità, ne chi più vivamente s'interessi per il sostegno e vantaggio della nostra santa fede».
      E fu allora che venne ordito un infame tranello, d'accordo col governatore Piccone. Giuseppe Guastaldi, gabelliere a Vesenà, villaggio sardo vicin di Ginevra, finse interesse per la sorte del Giannone e d'un figlio naturale che menava seco, e volerlo riconciliare colla Corte. A tal uopo gioverebbe mostrasse non esser vero che avesse apostatato, nè altra cosa il proverebbe meglio che il far pasqua; andasse seco a riceverla nel vicino villaggio savojardo. E il Giannone vi andò il 24 marzo 1736, ma v'erano disposti birri regj, incaricati d'arrestarlo «con destrezza e piacevolezza»494 come fecero. Roma attestò al re «simili ingegni turbolenti dover celeremente essere sconcertati e allontanati dal consorzio degli uomini»: il re significò al governatore Piccone l'agrément très-distingué avec lequel il avait reçu la nouvelle de l'emprisonnement de Giannone: il marchese d'Ormea sollecitò perchè se ne raccogliessero i manuscritti, se ne esplorassero le intenzioni, e se avesse apostatato o ci pensasse: voleva anche farlo tradur a Roma, ma la clemenza del re s'accontentò di gettarlo nella rócca495 di Miolans poi a Torino, sottoponendolo per dodici anni a una prigionia brutalmente severa e vessatoria. L'Ormea assicurò Roma che mai, per qual fosse ragione non sarebbe liberato: il padre Prever fu mandato per convertirlo, pur dichiarandogli che, qualunque fosse l'esito della sua missione, non isperasse libertà, e soltanto pensasse all'anima sua: ond'egli fece la più ampia ritrattazione; desiderare che della sua Storia perisse fin la ricordanza; ringraziare Dio e il re e suoi ministri che, col tenerlo prigione, l'aveano campato da altri errori496.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





Piccone Savoja Corte Piccone Guastaldi Vesenà Ginevra Giannone Corte Giannone Piccone Giannone Ormea Roma Miolans Torino Ormea Roma Prever Storia Dio Giuseppe Roma