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      Al figlio di Giannone il re di Sardegna diede, dopo lunghi indugi, ottantasette ducati per libri tolti al suo padre e posti nella Biblioteca; ma il re di Napoli gli assegnò sui proprj fondi trecento ducati l'anno, in memoria «dell'uomo più grande, più utile allo Stato, più ingiustamente perseguitato che il Regno abbia prodotto in questo secolo».
      Ancora l'esagerazione fin nella giustizia. Perocchè, se a costituire un grand'uomo bastasse l'avversare la costituzione ecclesiastica, il vanto toccherebbe agli Austriaci che qui dominavano, e ai Tedeschi di cui qui trapiantavano gl'insegnamenti.
      Giovanni Nicola de Hontheim, suffraganeo al vescovo di Treveri (1701-90) e cancelliere di quell'Università, colle debite approvazioni di Vienna e col pseudonimo di Giustino Febronio pubblicò De statu præsenti Ecclesiæ et legitima potestate romani pontificis liber singularis, ad reuniendos dissidentes in religione christiana compositus (Bouillon, 1763), e subito fu levato a cielo, come sogliono i libri di partito, quasi pareggiasse i gran maestri di diritto. Tal fama non regge all'esame, ma che importa? Il Febronio, colle ignoranze sue e le palpabili contraddizioni dottrinali divenne bandiera del partito antipapale. Perocchè, proponendosi di mettere in accordo i dissidenti, non potea giungervi che abolendo il primato del papa; e in fatto si svelenisce contro di questo, esponendolo alla gelosia de' prelati, racimolando quanto n'aveano già detto i controversisti francesi e i nemici degli Ordini religiosi; e conchiude l'opera di conciliazione coll'insegnare il modo di formare uno scisma. Alla costituzione della Chiesa trova non convenire nè la monarchia, nè l'aristocrazia, nè la democrazia, sibbene un collegio che abbia forza coattiva; sublima l'autorità de' vescovi, sopra i quali i papi usurparono le riserve, i tribunali de' nunzj, le congregazioni romane, l'appello ed altri abusi derivati dalle false decretali; la infallibilità non spetta ai singoli vescovi, bensì l'autorità di condannare le eresie, e di esaminare le decisioni del pontefice: al quale insomma lascia solo una generale ispezione e sollecitudine, non autorità infallibile nè monarchica, nella misura che gli è attribuita da' Concilj e da' vescovi.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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