Sta all'imperatore il convocare i Concilj generali, informandone gli altri principi.
Il libro giungeva opportuno, e perciò venne echeggiato dai tanti adoratori dei governi forti, e i principi se ne trovarono incoraggiati a levarsi dattorno ciò che solo ne impediva gli arbitrj. Illusi! scassinato il principio dell'autorità, essi sagrificatori oggi, sarebbero vittime domani.
Una delle parti dell'amministrazione, che i governi doveano specialmente adoprarsi di concentrare in sè era la giustizia, e come la toglievano ai feudatarj, così doveano voler toglierla anche agli ecclesiastici e principalmente al Sant'Uffizio. Questo in Roma dava appena segno di sè, e il presidente De Brosses che vi stette nel 1740, diceva: «La libertà del pensare in fatto di religione, e talvolta anche di parlare, v'è maggiore che in qualsiasi città ch'io conosca; non si creda che il Sant'Uffizio sia così nero come si dice: io non ho mai inteso che alcuno sia stato messo all'Inquisizione e trattato con rigore»503.
Questa in Toscana era continuata con bastante placidezza, più che delle eresie curandosi dei costumi, non solo ne' chiostri, ma fin nelle case; e un Domenicano scorreva ogni anno il granducato, poi riferiva al principe le riforme necessarie. Per accennare qualche cosa, nel 1686 una vecchia, alquanto brilla, s'introdusse sulla bruna in una casa, e si posò accanto al focolare. Tardi ritornando i padroni la credettero una strega, calatasi per la gola del camino; chiamarono gente, fu presa, e sì malmenata, che al domani trovossi morta, e il suo cadavere sepolto fuor di luogo sacro. L'arcivescovo Morigia, meglio esaminato il caso, ne fece far riparazione. Il 27 febbrajo 1695, Jacobo Balestri, nato e educato bassamente, ma abile a tessere sete, fu imputato di molte eresie benchè non sapesse leggere nè scrivere, onde fu obbligato a pubblica abjura, e per dieci anni tenuto prigione, come ateo.
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