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      Alessandro Martini nobile fiorentino dovette egli pure al 13 maggio 1690, abjurare, essendo accusato di confessione rivelata, e d'abusare di passi scritturali per sedurre incauti a difondere le massime di Molinos; condannato a carcere perpetuo vi morì dopo dieci anni. D'altri errori veniva imputato il Vanni, canonico della basilica Laurenziana, ma il suo libro intitolato Barlumi, esaminato dal Sant'Uffizio, n'ebbe assoluzione, ma dopo lunga prigionia.
      Levò maggior rumore il caso di Tommaso Crudeli (1703-45) discreto poeta lepido, che mettea ne' discorsi più fuoco e ne' versi più idee che non si solessero, ma che fu lodato oltremodo perchè perseguitato. Encomiò il senatore Filippo Buonarroti perchè «frenar solea il tempestoso procellar del clero»; di che nimicatigli i preti, fu mandato al Sant'Uffizio il maggio 1739. Il processo è stampato colle esagerazioni che si adoprano quando si è deliberati di ruinar una causa: la bontà amichevole che gli mostrava il vicario dovea dirsi ipocrisia e artifizio per esplorare; doveano comparirvi tutte le tergiversazioni del puntiglio nell'accusarlo e volerlo reo. Era imputato d'appartener ai Franchimuratori, de' quali diceasi esistere trentamila in Toscana, aver assistito ai costoro convegni in casa del prussiano barone di Stoch; come avviene nei processi scoprironsi altre sue colpe che sariano passate inavvertite; celiare sulla Madonna dell'Impruneta e su San Cresci; legger libri proibiti, quali il Marchetti, il Sarpi, la vita di Sisto V; dir la scolastica una scienza chimerica; invece della messa alla festa andare alla caccia del paretajo; non inginocchiarsi al suon dell'avemaria alla sera o al mezzogiorno; aver detto che l'eucaristia non era che una cialda. La sacra Congregazione di Roma ordinò al sant'Uffizio di consegnarlo al governo secolare, che lo pose in fortezza, e la sera del 20 agosto 1740 in San Pier Scheraggio davanti all'Inquisitore e a magistrati fu sentenziato a rimaner nella sua casa in Poppi, e dire i sette salmi penitenziali per un anno una volta il mese.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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