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      Essi ricusarono, la duchessa gli appoggiò fin coi soldati, e l'inquisitore proferì la scomunica. Si intentò processo contro di loro, ma la duchessa stette ferma, e per buon tempo non si parlò d'altro che della quistione mantovana. Interpostasi la Corte di Vienna, fu conciliato col restituire in uffizio l'inquisitore e assolvere i censurati.
      Le libertà siciliane, cioè il diritto che là vanta la monarchia di non dipendere da Roma, vi fecero estendere il giansenismo più che altrove: ai vescovi mancava ogni autorità, essendo concentrata nel tribunale della monarchia, dal quale dovea venire fin l'exequatur per la nomina d'un priore dei frati, o la licenza a questi di portarsi a Roma; proteggeva coloro che professavano le massime regaliste, alle quali inclinavano gli scrittori515. Tra questi però faceano bella eccezione Spedalieri, Barcellona, Saitta. Colà pure, come a Napoli e come ora nel regno d'Italia, si affidò la direzione degli ospizj e delle pie opere a secolari, il che le mandò preda d'ingordi o d'ignoranti, mentre spegneva lo spirito delle famiglie e l'obbligo tradizionale della carità cristiana: alla libera azione religiosa del clero si sottrassero i ricoveri della povertà, le carceri, i varj luoghi di misericordia per sostituirvi o la venale sorveglianza o la fastosa burocrazia. Bernardo Tanucci, ministro di Carlo III di Napoli, e amico a questo anzichè al paese, scarso d'intelletto e d'educazione, turbava il clero con minute insolenze curialesche, scriveva al papa con villana alterigia. Dopo che, per l'abdicazione di Carlo III, rimase arbitro del fanciullo re Ferdinando, gli fece proibire la costituzione Apostolicam, colla pena di trecento scudi a chi la tenesse, per ciò moltiplicando visite, perquisizioni, arresti; e fatte esaminare le costituzioni de' Gesuiti, se mai contenessero nulla di repugnante al poter regio, indusse il re ad usare «dell'autorità suprema indipendente che tiene immediatamente da Dio, inseparabilmente unita per l'onnipotenza di lui alla sovranità»; ed espellerli colla forza e con umiliazione516.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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