Nelle varie parti di Europa alcuni vescovi illuminati e probi corrispondevano con tutto lo zelo alle savie mire de' principi. Dotti maestri nelle varie Universitą del mondo cattolico spargevano i giusti principj della dottrina, che servivano a consolidare la esecuzione delle diverse provvidenze de' sovrani sugli articoli dell'ecclesiastica disciplina. La Toscana sotto gli auspicj dell'immortale Leopoldo apriva il pił bello, e giocondo prospetto della desiderata riforma agli occhi dei giusti estimatori delle cose, ed ai veri amatori del bene della Chiesa. Nella Lombardia austriaca e nella vasta Germania le providenze, principiate da Maria Teresa e continuate da Giuseppe II, consolavano le speranze de' buoni, ed annunziavano vicino il compimento della riforma ecclesiastica. I seminarj generali aperti, le Universitą ristorate, i varj abusi soppressi, il progresso de' buoni studj, la unitą delle massime, i varj capi di disciplina ristabiliti, tutto prometteva il felice ritorno dei pił bei giorni della Chiesa di Gesł Cristo. Se dappertutto non trionfava la veritą, a fronte degli inveterati pregiudizj ancora dominanti, dappertutto almeno respirava dalla dura schiavitł, in cui si era tenuta nei secoli antecedenti dai nemici di ogni bene e dai carnali figliuoli della Chiesa. L'appoggio che essa avea per divina misericordia trovato ne' principi, rendeva sicura la difesa della medesima, e prometteva in un breve giro d'anni la pił felice rivoluzione nelle menti degli uomini. In questo apparato di cose ognuno riconosceva il dito del Signore e la voce di Gesł Cristo, che facendo cessar la procella portava la calma, ed annunziava alla sua sposa giorni lieti e sereni»517.
Qualcheduno vorrą certo ricordarsi dove siano oggi tutte queste dinastie, che prendevano gelosia della Chiesa, e conculcavano l'autoritą del papa.
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