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      Che il calunniare e francamente spacciare fatti falsi, e ripeterli e divulgarli sia l'arte di preparare ogni rivoluzione, i miei contemporanei lo san meglio d'altri. E già Calvino avea detto: «I Gesuiti bisogna ammazzarli, e se ne manchi il comodo, espellerli o per lo meno opprimerli sotto la menzogna e le calunnie»519. Fra i loro stessi compagni trovarono accusatori violenti, nè qui è il luogo di difenderli o denigrarli. Ma istituiti principalmente per combattere, non mai col rigore520, ma col ragionamento gli errori che, dopo la protesta, metteano in iscompiglio la Chiesa e la società civile, aveano ostato anche alla giansenistica e alla filosofica. Noi però dovremmo registrarli fra i peggio eresiarchi, atteso che il parlamento di Parigi dichiarò che erano notoriamente colpevoli di aver insegnato in tutti i tempi e perseverantemente, con approvazione de' loro superiori e generali, la simonia, la bestemmia, il sacrilegio, il malefizio, l'astrologia, l'irreligione, l'idolatria, la superstizione, l'impudicizia, lo spergiuro, il falso testimonio, la prevaricazione de' giudici, il furto, il parricidio, l'omicidio, il suicidio, il regicidio; d'aver favoreggiato l'arianesimo, il soccinismo, il sabellianismo, il nestorianismo, i Luterani, i Calvinisti ed altri novatori del xvi secolo; di riprodur le eresie di Wicleff, di Fichonio, di Pelagio, di Cassiano, di Fausto, de' Marsigliesi, de' Semipelagiani; di cadere nell'empietà dei Montanisti e insegnare una dottrina ingiuriosa ai santi padri, agli apostoli, ad Abramo!
      Esaminare e discutere la pubblica opinione sarebbe lesione del buon gusto: onde le accuse, spinte fin dove può arrivare la pubblica stupidità, accettate con leggerezza erano ripetute con asseveranza, senza badare se sia possibile che una società qualunque si proponga di sovvertire le leggi più elementari della morale, ed erigere in dogma la menzogna, il furto, l'impudicizia.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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