Si asserisce che il Ricci di Macerata, generale de' Gesuiti, palesasse tale divisamento al papa, il quale scappò a dire: «Voi siete matto». Rispose: «Anche il duca di Ferrara dicea matto al Tasso».
D'accordo co' Borboni di Francia e Spagna, i Borboni di Napoli e di Parma chiesero al papa abolisse i Gesuiti, e desse in lor mano esso Ricci e il cardinale Torrigiani loro protettore. Clemente non solo non obbedì, ma osò lodare i Gesuiti e riconfermarli; onde i re indispettiti occuparono i paesi di esso, minacciarono bloccare Roma, ammutinando il popolo contro di esso. Ed egli esclamava: «Avessimo anche forza da opporre, ci asterremmo, non volendo, padre comune, aver guerra con verun principe cristiano, e tanto meno con cattolici. Spero che i sovrani non faranno cadere il loro scontento sopra i miei sudditi, incolpevoli di questo affare: se sono irritati con me, e pensano snidarmi come altri miei predecessori, subirò l'esiglio, anzichè mancare alla causa della religione o della Chiesa».
Queste generose voci doveano replicarsi per un secolo intero di umiliazioni inflitte dai forti, e sostenute generosamente dai deboli.
I papi succedutigli parvero convinti che il naufragio era inevitabile, e conveniva almeno camparne qualche cosa col riformare e sistemare. Mentre dunque i loro predecessori aveano ispirato il mondo, essi lasciaronsi dal mondo ispirare; invece d'un papato onnipotente, assoluto, iniziatore, ne accettavano uno illuminato, socievole, conformantesi a ciò che pareva si domandasse dal popolo, il quale dal baciar i piedi dei papi passava a stringersi fra le braccia dei re, coll'idea di redimersi dalla tirannia ecclesiastica.
Benedetto XIV (Prospero Lambertini) coll'opera De servorum Dei beatificatione dissipava le calunnie de' Protestanti contro la soverchia facilità della Chiesa nel riconoscere i meriti de' santi e i miracoli; profondo conoscitore di liturgia e storia sacra e Concilj, promosse quelli che coltivavano tali studj; pubblicò il Bollario, il Martirologio espurgato coll'opera del cremonese padre Ricchini; riformò l'Indice dei libri proibiti, e diede sapienti norme a quella sacra Congregazione: una ne istituì per esaminare i vescovi: condannò il duello; istituì quattro accademie per le antichità romane e per le cristiane, per la storia della Chiesa e dei Concilj, pel diritto canonico e la liturgia: abbellì chiese: aggiunse alla Vaticana la biblioteca del cardinale Ottoboni, fe misurare due gradi del meridiano.
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