Pagina (539/895)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Se i vescovi faceano rimostranze contro le regie prepotenze, egli si rimetteva alla loro prudenza; facessero in modo che non v'apparisse istigazione del papa522. Cessò di promulgare la bolla In Cœna Domini, sperando colle condiscendenze indurre i principi a desistere dal chiedere l'abolizione dei Gesuiti; ma per quanto pregasse, blandisse, si tenesse invisibile, si mettesse malato, minacciasse abdicare, i Borboni non gli concedeano tregua, nè rispondeangli se non «Abolite i Gesuiti». E dovette farlo per amor della pace della Chiesa, e sant'Alfonso di Liguori, esclamava: «Povero papa! cosa poteva fare?». Il Ricci loro generale fu chiuso in Castel sant'Angelo perchè denunziasse le smisurate ricchezze che la Società dovea possedere, e che non apparvero nè allora nè poi. Ai membri di quella Compagnia impose obbligo di non difendersi; onde i persecutori ebbero bel campo a insultarli; i filosofi, tripudianti di questa condiscendenza come sintomo della totale rovina della Chiesa, a questa rinfacciavano di rinnovare contro poveri religiosi le persecuzioni dell'Inquisizione. Erasi assicurato che, col distruggere i Gesuiti, si restituiva la primitiva purezza alla religione, e la riconciliava coi progressi del secolo: fra venticinque anni fu dichiarato non solo abolito il cattolicismo, ma Dio. Si era detto che cessava la scellerata dottrina del regicidio; e mai non fu, come dopo d'allora, praticato non solo ma giustificato523. I principi credettero aver dimostrato che ormai poteano ogni loro volere: ma invece la demagogia si sentì trionfante quando vide la tutrice dell'autorità ridotta a dar soddisfazione alle grida tumultuarie delle piazze, e alle non meno ignobili de' gabinetti524.
      Più tardi un pontefice, per domanda unanime delle potenze, ripristinò quella Compagnia, che per unanime domanda delle potenze era stata distrutta: e che, anche nelle tanto cangiate forme, infonde ire e paure; e sulla quale si disse e si scrisse tanto, che l'uomo rimane indeciso se abbia più giovato o più nociuto alla civiltà e alla Chiesa.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





Domini Gesuiti Borboni Gesuiti Chiesa Alfonso Liguori Ricci Castel Angelo Società Compagnia Chiesa Inquisizione Gesuiti Dio Compagnia Chiesa