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      Sbigottito alle incondite innovazioni di Giuseppe II, gli scrisse una lettera con riverenti riflessi, e poichè non vi si badò, mosse egli stesso, pellegrino apostolico, per Vienna. Rallegratevi, o Italiani! il vostro papa va supplichevole a Vienna, mentre un tempo Gregorio VII intimava all'imperatore di Germania di venire a' suoi piedi. E nulla potè conchiudere, e mortificato da un vano cerimoniale e da una ipocrita venerazione, tornò a Roma a deplorare le usurpazioni de' re e l'imminenza della rivoluzione525.
      Così davasi il crollo ad una società, dove erano costituzioni dispotiche ma pratiche libere, leggi cattive ma consuetudini buone o almeno opportune. I principi non s'avvidero del precipizio se non quando la belva, abbeverata del sangue francese, ustolava l'italiano; e diedero indietro, ma tardi e sconsigliatamente. Pio VI propose quel che altri suoi predecessori e successori, una federazione degli Stati italiani, ma i potentati ebbero paura di questa difesa; come i rivoluzionarj sbuffarono allorchè Pio VI ospitò le vittime d'una rivoluzione che germogliava dall'empietà proclamata, e lanciò la scomunica contro que' demagoghi, i quali, in punizione della pietà e della giustizia, scesero fra gli applausi nostri a toglierli lo Stato, e lo strascinarono prigioniero a Valenza, ove morì, ultimo, dicevano essi, dei papi.
     
     
     
      DISCORSO LIV
     
      SCIPIONE RICCI. PIETRO TAMBURINI. CONCILIO DI PISTOJA.
      LA RIVOLUZIONE.
     
      De' Gesuiti l'ultimo generale era stato Lorenzo Ricci: e i re, secondando bassamente lo spirito persecutore de' liberalastri, cui non era bastato che abolisse la Compagnia, vollero che il papa tenesse prigione esso Ricci, il quale era reo di averla difesa sino all'estremo, e preferito vederla perire, anzichè consentire a snaturarla.
      Restava a Firenze suo fratello Corso, il quale diede il proprio nome, poi la pingue eredità a un suo agnato, ch'è lo Scipione Ricci che tanto fece parlare di sè.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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