Onestà di modi noi ci sentiamo viepiù obbligati a tenere verso Cattolici, che per alcun dissenso particolare la Chiesa non ha espressamente respinti dalla sua unità.
Bisogna stare a ciò ch'è antico, diceano essi. - Sì, quanto alla fede nella parola di Cristo, com'è scritta dagli agiografi o conservata dalla tradizione; in ciò la Chiesa pretende esser oggi qual era nel cenacolo, e ripudia il concetto d'una successiva formazione dei dogmi, pur ammettendone una successiva esplicazione. Via via che nasceva un errore, la Chiesa lo chiariva, lo definiva, interrogando quel che le varie chiese aveano tenuto sul punto controverso, e definendo secondo era apparso allo Spirito Santo e ad essa.
Uno de' loro punti di dissenso dalla pratica universale de' fedeli è la venerazione verso i santi, e il culto a Maria, venuto, secondo essi, a tale esuberanza da derogare a quello dovuto a Cristo
Certo gli stranieri che vengono ad ammirare il nostro cielo, le arti nostre, le nostre devozioni, allorchè vedono ad ogni crocicchio santi e madonne, e popolani prostrati a venerarle, e in collo e in petto immagini e scapolari; quando nella chiesa del tal santo, alla festa della tal Madonna si fanno orazioni particolari, si espongono ossa, si baciano reliquie, possono scivolare nella credenza che noi vi prestiamo adorazione, che teniamo presenti i santi più che Dio, che il culto della sua madre ecclissi quello di Cristo.
Ma distinguiamo bene la fede dalla devozione. La fede importa l'obbligo di credere ciò che crede la Chiesa universale. Devozione è l'onore che si tributa agli oggetti della nostra fede. Possiamo credere senza aver devozione, sebbene la devozione non possa stare senza la fede. La fede è sempre la stessa dapertutto e in ogni tempo; nella devozione è lasciata grandissima latitudine all'individuo.
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