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      Ma la congregazione cui il papa ne demandò l'esame, non confermò l'accusa; e all'insistenza del Saleon il Berti oppose Augustinianum systema de gratia, de iniqua bajanismi et jansenismi erroris in simulatione vindicatum (1749). Languet, arcivescovo di Sens, si unì al Saleon per ribattere anche questa opera, fin minacciando il papa se non proibisse quel veleno; il Berti replicò, e la controversia restò a questo punto, non avendo il papa voluto condannarlo. Nel 1769 e 70 stamparonsi tre Lettere d'un dottore della facoltà teologica di Parigi, attribuite al dottor Riballier, dove è esposta la dottrina del Berti e del Bellelli, mostrando che il sistema degli agostiniani d'Italia differisce da quel degli appellanti francesi, i quali pretendeano francheggiarsi del loro voto. D'opinioni variò il Berti anche nella sua Storia ecclesiastica in sette volumi. Uno scritto pei Lucchesi contro alcune pretensioni del papa gli attirò un severo rimprovero, che dissero causasse il colpo d'apoplesia, pel quale languì fin alla morte.
      Aggiungeansi i giureconsulti Gaetano Argento, Nicola Capasso, il Conforti, il De Gubernatis, il Melanede, il Pensabene, il Bianchi, il De Marco sistematicamente avversi alla curia romana per emancipare i re, pur protestando non solo riverenza al dogma, ma al papa come depositario dell'inalterabile verità; cavillosi non protestanti. Ne derivò gran turbamento nelle singole chiese: alcuni vescovi riprendeano o sospendeano qualche prete, e questo passava per martire: talvolta uno sospeso continuava l'esercizio del culto e la cura delle anime come nulla fosse: in occasione delle visite pastorali, alcuno non lasciavasi trovare in casa: ogni provedimento dava occasione a dicerie, a libelli, a recriminazioni sui giornali.
      Quanti campioni, altrettanti ebbe oppositori la scuola giansenistica, appoggiati dalla condanna che le lanciò Clemente XIII. Tale Giovanni Marchetti da Empoli, autore di note alla storia del Fleury e di Annotazioni pacifiche al vescovo Ricci; Giannantonio Bianchi lucchese, teologo e giurista che confutò passo a passo il Giannone (Vedi nota 11 del Discorso LIII); i padri Lagomarsini, Sangallo, Raimondo Corsi fiorentino, Camillo Almici bresciano535, i fratelli Ballerini veronesi, che delle decretali di Isidoro mostrarono essere false, esser di poca importanza, e che la frode venne di Germania; il Noghera valtellinese; il gesuita Luigi Mozzi bergamasco (-1813) che diede una storia dello scisma di Utrecht (1785) e delle rivoluzioni della Chiesa (1787); il padre Fortunato Majoni da Brescia, buon filosofo e matematico che fece Jansenii systema de medicinali gratia Christi methodice expositum ac theologice confutatum.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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