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      Antonio Valsecchi veronese diede I fondamenti della religione, e fonti dell'impietà; La religione vincitrice; La verità della Chiesa cattolica romana. Giovanni Vincenzo Bolgeni di Bergamo (1733-1811), dopo la soppressione de' Gesuiti fatto da Pio VI teologo penitenzierie, scrisse varie opere polemiche536, impedì una correzione che a Pavia volea farsi al catechismo del Bellarmino; e paragonò i Giansenisti ai Giacobini; ma avendo difeso il giuramento che la repubblica romana esigeva dagli impiegati, eccitò indignazione, e dovette ritrattarsi avanti al conclave raccolto in Venezia537.
      Il domenicano Tommaso Mamachi di Chio, nella propria casa a Roma teneva una specie d'accademia, ove discutere gli argomenti d'attualità, e scrisse sopra molti punti d'erudizione ecclesiastica, fra' quali la Pretesa filosofia dei moderni increduli; Epistola ad J. Febronium de ratione regendæ christianæ reipublicæ, deque legitima romani pontificis auctoritate. Fu maestro del sacro palazzo, e diresse il Giornale Ecclesiastico, cominciato a Roma il 1788 per sostenere i diritti papali in contrapposto alle Novelle ecclesiastiche di Parigi, al Giornale letterario de' confini d'Italia, agli Annali ecclesiastici di Firenze538.
      Fu de' più battaglieri Francesco Zaccaria di Poppi gesuita (1714-95), che girando a predicare, raccolse molti documenti ignoti e li pubblicò; assistette i suoi confratelli nelle polemiche; ai Bollandisti somministrò molte notizie, e più di cento opere lasciò, di cui in Francia bruciaronsi alcune. Quasi intaccassero le libertà gallicane e la fedeltà al sovrano. La sua Storia letteraria d'Italia, specie di giornale, è una delle migliori fonti, benchè giudichi spesso a passione, e gli abbia attirato un'infinità di nemici. Oltre la Storia polemica del Celibato (1774), la Denunzia solenne fatta alla Chiesa, e ai principi cattolici di un anticristiano e impudentissimo scartafaccio stampato in Italia colla falsa data di Londra, e intitolato: «Il dominio spirituale e temporale del papa, o siano Ricerche sul vicario di Gesù Cristo e il principe di Roma» (1782), dobbiamo memorare principalmente il suo Antifebronio539 in quattro volumi in italiano (1770) e in latino (1771), poi più ordinato il Febronius abreviatus cum notis, ove dichiara: «Il monarcato del papa sostengo, non dispotico nella Chiesa, «non qual lo fingono Febronio e suoi, ma stretto fra certi limiti, quale «ce lo mostrano le sacre pagine e la tradizione»540.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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