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      L'intolleranza degli scrupolosi non sa vedere nel Ricci che frode e doppiezza. L'intolleranza degli adulatori venali, peggiore che quella degli inquisitori, lo qualificherebbe di vile, giacchè sostengono che rinnegò la propria coscienza per paura. Noi vi vediamo un uomo che errò, se ne pentì, ma non seppe reprimere ogni lampo di umana superbia: lo condanni chi è senza peccato. Ma in lui veramente si veda quanto sia pericoloso il volere novità, che non entrarono nelle consuetudini o nelle idee del popolo, e il cercare appoggio dall'autorità governativa; e quanto a questa è improvido il mescolarsi in materie che spettano unicamente alla Chiesa, dovendo essa limitarsi a impedire che questa esca dalle sue competenze, e nel resto affidarsi alla libertà.
      Nella calma degli ultimi giorni il Ricci radunò tutto il suo carteggio, poi compilò la propria vita, conchiudendo: «Qui farò fine a queste Memorie che forse un giorno potranno servire di disinganno e di scuola a chi le vedrà; e quando pure restino sepolte, non sarà poco profitto per me l'aver riandato nel mio ritiro i tratti grandi della divina misericordia sopra un suo servo inutile. Sia dunque lode e gloria al Signore che ha esaudito le mie preghiere, disimpegnandomi da tanti cimenti a cui ero esposto; e disimpegnandomi con modi così inaspettati ed impensati. Voglia pur egli preservarmi da nuovi rischi, e mi dia grazia pei meriti di Gesù Cristo e colla intercessione di Maria Santissima, dell'angelo mio custode e de' santi miei avvocati e di tutti gli eletti, di passare il resto di mia vita in modo, di esser in punto di morte chiamato a godere di quella eterna beatitudine che col prezioso suo sangue ci ha meritato. Fiat, fiat. Amen, amen«.
      E con tali sentimenti speriamo sia spirato al 27 gennajo 1810.
      Altri molti il prevalere della rivoluzione avea richiamati al vero.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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