Contro quel caparbio di papa che persisteva nel non è lecito e nell'asserire il diritto, gl'idolatri della forza non rifinivano di declamare, quasi portasse la rovina d'Italia e della religione; essi che applaudirebbero quando il vescovo di Cantorbery a nome del suo clero s'inginocchia alla regina Vittoria per porgerle una supplica, premettendo la professione di credere fermamente la supremazia della Sovrana sulle materie ecclesiastiche. Pio VII, che ricordava sempre la mano che rialzò gli altari, non quella che minacciava schiaffeggiarlo, e che diceva, «Se non fosse dovere pel successore di san Pietro il risedere in Roma, ameremmo fissarci in Francia», rassegnavasi agli oltraggi del forte e dei vili; e «Se bisognerà rinunziare alla tiara, vedano almeno gli avvenire che non ne eravamo indegni. Il mio predecessore ne' giorni prosperi avea l'impeto d'un leone, e morì da agnello: io vissi come un agnello, ma saprò difendermi e morire da leone». E all'imperatore scriveva: «Sovvengavi che Dio è re sopra i re; che non eccettuerà nessuno; che non risparmierà qualsiasi grandezza; si mostrerà, e presto, in forma terribile, e i forti saranno giudicati fortemente». Ai sudditi suoi ne' paesi occupati dichiarava non poter esser lecito qualsiasi atto che direttamente o indirettamente tenda a coadjuvare una usurpazione così notoriamente ingiusta e sacrilega, ed a stabilirne e consolidarne l'esercizio»572.
Intanto vescovi e cardinali stavano dispersi e relegati, come li vedemmo noi testè. Roma deperiva, vedovata del papa e della Corte, che ne alimentavano la vita: pochi traviarono; la fede produceva la speranza, e «la resistenza di questi pretocoli (scrive Cesare Balbo) fu veramente meravigliosa; fu la sola resistenza italiana di quel tempo».
Invano Napoleone fece pubblicare un catechismo che fosse unico per tutto l'impero, dove l'obbedire a lui e il servirlo nel civile e nel militare veniva posto fra i primarj comandamenti di Dio573. Le coscienze restavano turbate; gli onest'uomini vacillavano nell'eseguire gli ordini dello scomunicato; il popolo rabbrividiva e pensava quel che De Maistre diceva alto: «Napoleone se la piglia col papa; la sua ruina è certa».
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