In fatto lo scontento de' popoli ispirò fidanza ai nemici, che presto spezzarono il colosso. Nel congresso radunatosi nel 1815 per rassettare l'Europa, si considerò come se il papa non fosse mai stato tocco, e gli si restituirono i dominj, salvo alcuni brani pei quali esso protestò. D'immensa letizia giubilarono gl'Italiani pel ritorno del pontefice. Ma la rivoluzione che alla democrazia, alle forze molteplici, alla fede avea sostituito la monarchia, la forza, l'unità materiale, conculcando il municipio, l'autorità, il passato, obbligò ad accettare le novità introdotte da essa, e stabilire un governo centrale, invece d'una confederazione di municipj, quale fin allora era lo Stato pontifizio. Quindi numerosi impiegati, imposte e tutto il resto, eccetto la coscrizione; e del non aver voluto questo tributo di sangue si fece e si fa principal carico ai papi, in un tempo ove gli Stati non ottengono considerazione che pel numero de' soldati. Confondendo l'amministrazione della città collo Stato, concentrando moltissimi affari e tutto il potere esecutivo nella segreteria di Stato, si spense la vita municipale, e si sminuì la partecipazione de' cardinali alla sovranità. Di ciò vediamo le conseguenze.
Nell'ecclesiastico la cura primaria de' pontefici fu restaurare la disciplina, e accordarsi coi principi per regolare le reciproche relazioni della Chiesa collo Stato. Riusciva difficile il combinare coll'inveterata disciplina le nuove pretensioni filosofiche e giansenistiche, adottate dai regalisti; e i principi, che tanto aveano bisogno di assodare l'autorità, la scassinavano col mostrare gelosia di colui che n'è il simbolo e la fonte; e cercavano lode dai liberal-astri coll'abbattere qualche ostacolo che i privilegi ecclesiastici mettesser all'onnipotenza amministrativa.
Negli Stati pontifizj, dove il capo dello Stato è anche capo della Chiesa, e sta in vigore il diritto canonico, non è possibile nasca conflitto fra le due potestà; nè si aveva a pretendervi l'indifferenza religiosa, benchè vi regnasse la tolleranza civile, avendo luoghi di preghiera persino in Roma, non soltanto gli Ebrei, ma i varj culti acattolici.
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