Giuseppe De Maistre, savojardo e ministro dei reali di Piemonte, spiegava il problema fondamentale della filosofia col supporre una primitiva rivelazione della parola, e delle idee con essa, offuscata poi dal peccato originale, del quale esagerava gli effetti per magnificare la redenzione; e non discutendo ma affermando, calpestava gl'idoli della rivoluzione, ergendo un sistema teosofico, dove i dogmi sono pareggiati agli acquisti della ragion naturale, e la scienza è ridotta a fede. Il mondo è un immenso altare dove, in perpetua espiazione del male causato dalla libertà dell'uomo, s'immola continuamente dal selvaggio come dal civile, il reo come il giusto: la man di Dio regola ogni cosa, talchè la storia terrena è regno immediato e visibile di Dio; e nella sanzione di questo si fonda non solo l'autorità suprema, ma anche l'interna condizione sociale e la distinzione delle classi: opera di Dio sono i re, gli Stati, le costituzioni, e quando l'uomo presume stabilirli da sè, s'appiglia necessariamente al peggio, e non edifica ma ruina. Credere a promesse di re è un mettersi a dormire sull'ale d'un mulino: reprimerli e correggerli non possono bajonette e tribune: è antilogico l'elevar la plebe sopra di essi: il contrappeso del potere dee venir dall'alto; dal papa, sulla cui supremazia appoggiasi l'infallibilità della Chiesa, unico rimedio alla corruzione della razza umana, che vuolsi gagliardamente reprimere. Il filosofismo non ebbe più inesorabile avversario del De Maistre, che lo colpisce coll'opporre alle affermazioni altre imperterrite affermazioni: genio esuberante, che ti lascia dubbio se sia sofista o profeta, e che anche co' suoi paradossi operò potentissimamente sull'avvenire.
Più conosciuti perchè più leggieri erano Chateaubriand, che la religione austera riduce in vaporosa e sentimentale poesia: Bonald che pone la verità fuori dell'uomo; Lamenais il quale spingea la logica fino all'iperbole, lo zelo fin alla procella, proclamando la ragione universale, il senso comune qual criterio unico della verità, il papa qual organo infallibile di questo senso comune; intimava guerra ai classici pagani, confondendo nel medesimo anatema sofisti, protestanti, rivoluzionarj.
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