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      La commozione erasi iniziata nel nome del papa, e nei concetti de' Neoguelfi di ridurre a concordia lo Stato colla Chiesa, la libertà coll'autorità. Più parve potersi sperarla quando l'assemblea repubblicana francese, proclamando il diritto inviolabile delle coscienze, sciolse i vincoli che un'improvida protezione avea messo alle facoltà della Chiesa, e il parlamento germanico abolì i divieti che le costituzioni particolari ponevano al culto pubblico. Anche in Italia i sacerdoti favorirono gli scotimenti del 1848, benedissero le bandiere e le armi, contribuirono denaro, preci, inni, esortazioni, esempio: il ministero piemontese gl'invitava a render odiosi al popolo gli Austriaci col mostrare come questi avessero sempre incagliata l'azione degli ecclesiastici583. Ognuno sa come la rivoluzione si voltasse contro Pio IX, fin a cacciarlo dalla sua sede; onde l'Italia, per la terza volta in cinquant'anni, dovè protestare contro gli oltraggi dell'esiglio del suo padre. Portata la gran lite sul campo della forza, la forza prevalse; lo straniero rioccupò l'Italia, e l'inevitabile riazione inaridì le rigogliose speranze, e divelse le ottenute libertà.
      L'unico governo sopravvissuto con forme parlamentari cercò sviare le opposizioni col voltarle sopra il clero. Accennammo quanto il Piemonte concedesse alla giurisdizione ecclesiastica maggior campo che il resto d'Italia, e la Chiesa vi fruisse privilegi che dal principato altrove le erano stati tolti, e che dalla libertà s'invocano ora come diritti comuni. Le curie continuavano a conoscere delle cause relative a riti, a sponsali, a matrimonio, a benefizj, e così della bestemmia e dell'eresia, ed anche de' reati comuni qualora il fôro laico li lasciasse impuniti. Spettava ai vescovi l'ispezione sui pii istituti: ai parroci il registrare gli atti dello stato civile.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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