Può forse credersi che non sieno comandati dal Governo que' giornali, non pagati da lui que' monelli, non inviata da lui la tirannia in veste di prefetto: ma lascia fare e applaudire, punisce e disgrada chi vi contrasta; ha i prediletti suoi fra i persecutori; non protegge dagli insulti le sacre funzioni, ma le vieta perchè non eccitino disprezzi: sorregge abusi de' magistrati, abjetti co' superiori per prepotere sugl'inferiori, e cattivarsi l'applauso de' gaudenti e l'assenso d'una plebe che non sa quel che vuole, e vuole sempre quel che non ha; e che guarda a queste persecuzioni con indifferenza o anche con gusto perchè gli si ripete che menano a quella felicità, alla quale aspira sempre e sempre invano.
Gli sforzi principali dirigeansi a togliere l'educazione di mano al clero, non coll'impedire ch'esso ne avesse il privilegio, da gran tempo dimenticato, ma volgendo le istituzioni a escluderlo: nè solo le istituzioni governative, ma fin talune camuffate di carità, e dove si adula la gioventù o la moltitudine per pervertirla.
Principalmente si combattevano gli Ordini monastici, i quali, oltre esser legittimi come forma di libertà, rispondono a bisogni particolari di certi tempi e di certe classi di persone, dotate di grazie particolari, ma riescono incomprensibili alla vulgarità che conosce soltanto i piaceri e gli affari. Cacciati in nome della fraternità, erano tornati in nome della carità cristiana; ma si riuscì a farli detestati dalla classe gaudente quanto nel medioevo gli Ebrei; ed ogni riforma di governo venne seguita dalla loro distruzione598. Cacciati dalle case dove avevano composti tutti i loro desiderj, non poteano più vivere che mendicando: questa era colpa per cui erano arrestati, e così nudriti; onde una circolare autorizzò a non imprigionare quelli che non avessero ricevuta la pensione.
| |
Governo Ordini Ebrei
|