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      D'allora il principato di Roma non diversificò dagli altri principati fra cui sminuzzavansi i regni tutti, ma specialmente l'Italia nostra e la Germania. La indipendenza più o meno intera di questi piccoli ovviava l'oltrapotenza dei grossi, che perciò miravano ad ingojarli. Ma di farlo non trovarono la opportunità se non quando la Rivoluzione, sotto il titolo di dar a tutti la libertà, abolì le libertà de' singoli a favore d'un ente astratto che chiamava lo Stato; poi ridottile a una fittizia unità, li gettava in braccio d'un re.
      Questa genesi della libertà moderna ci è data dalla storia che non imiti un bullettino d'armata; vuolsi aggiungere che, per frenare i possibili abusi dei re, non più bilanciati dalle piccole aggregazioni e dalla Chiesa, dovette ricorrersi alle costituzioni, cioè metter limiti fittizj e irrispettati a principi su cui si era accumulata la piena assolutezza; e se non vi si attenessero, minacciarli non più della scomunica, ma della rivolta.
      Mercè della Rivoluzione, la Germania che avea da quattrocento Stati, alcuni repubblicani, tutti con sovranità limitata da privilegi, fu ristretta in pochi regni, principalmente spodestando i principi ecclesiastici.
      Dall'Italia scomparvero tutte le repubbliche, e gli Stati si ridussero a pochi, sinchè vennero assorti tutti in uno. Prima del 96 il papa pesava sulla bilancia europea come un'altra potenza, giacchè come queste poteva comprare soldati. Introdotta la coscrizione, e perciò misurata l'importanza dal numero de' sudditi, egli si trovò impotente a petto degli ambiziosi. Buonaparte nelle prime sue corse tolse ai papi le Legazioni, garantendo il resto: ma ingrandito, non sofferse che un prete osasse dirgli no quando gli altri re non sapeano che dirgli sì: che negasse concorrere a soffogar l'Inghilterra col blocco continentale, o ricusasse di maledire i suoi nemici, o di dargli soldati contro di questi, di scioglier il suo matrimonio, acciocchè potesse sposare una austriaca: sicchè dichiarò finito il dominio temporale del papa, ne fece dipartimenti francesi, e conferì il titolo di re di Roma al presunto suo successore.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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