Queste cose poteano esser comprese da Carlomagno602 o Napoleone il Grande: non dalla trivialità de' giornali, non dalla rivoluzione che, elevato uno sul pinacolo del tempio, gli mostra la penisola, e gli dice: «Sarà tutta tua se prostrato mi adorerai». In fatto si fece credere che il ben dell'Italia richiedesse, non l'unità delle anime come vuol la Chiesa, ma l'unità geografica; si gridò in tutti i toni la frase di aspirazione nazionale, e fattosene organo il Piemonte, questo cacciò gli Austriaci dalla Lombardia cogli ajuti di Francia; poi contro il voto della Francia s'annettè i varj Stati d'Italia, facendo qui ciò che casa d'Austria fece un tempo colla Spagna. Possano esserne diverse le conseguenze!
Allora il pontifizio si trovò serrato entro un unico dominio, il quale gli aveva anche tolto le provincie sue migliori; le Legazioni per sollevazione, per conquista le Marche e l'Umbria, restringendolo a settecenmila abitanti, con una delle più insigni città del mondo; enorme testa di meschinissimo corpo.
Ridotta la politica a un calcolo di forze e ad una teoria geografica, si asserì che anche quel brano dovesse appartenere al regno, e capitale di questo fosse Roma; si tentò averla per forza; e poichè le altre potenze, e più dichiarata la Francia, lo impediscono, vi si mira con quelli che, un'altra frase del tempo, intitola mezzi morali. Il migliore certamente sarebbe il concedere la massima libertà religiosa, e il governar in modo da rendere desiderabili le leggi, i tributi, la giustizia, l'amministrazione nostra603. Invece si volge ogni studio a dimostrare che il pontifizio è il pessimo de' governi; e per farlo creder tale basta lo echeggino le trenta voci di quella che altra frase del tempo intitola opinione pubblica. Ma diversa cosa è la sovranità temporale dei papi e il loro governo.
| |
Carlomagno Napoleone Italia Chiesa Piemonte Austriaci Lombardia Francia Francia Stati Italia Austria Spagna Legazioni Marche Umbria Roma Francia
|