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      Suo destino è di vivere nel tempo e nello spazio, mescolata agli affari del mondo, e mal la conosce chi dalla segregazione spera pace e prosperità. Appunto perchè mista alle cose mondane ha il diritto di proprietà e sovranità, fondato sulla natura e sulla storia. Uno può possedere come proprietario o come sovrano. La Chiesa volle sempre il primo modo: non fe che accettare il secondo, perchè lo crede necessario in certe contingenze.
      Non dunque Chiesa nello Stato o Stato nella Chiesa, nè Stato senza Chiesa, ma armonia dello Stato colla Chiesa, liberi nel loro campo d'azione, nell'amichevole esercizio dei loro poteri, e nel fine comune di prosperar l'umana convivenza; non secolarizzare la religione, bensì consacrare la politica, accordandosi in un potere discrezionale, di limiti indefinibili e di mutua compensazione. Lo Stato cura gli atti giuridici, la Chiesa i morali; quello è razionale, questa bada al sovranaturale, alla Grazia; per quello la libertà civile, obbediente alle prescrizioni umane, per questa la libertà morale, obbediente alla legge divina. Grave errore il lasciare cancellar dallo spirito, foss'anche pel barbaglio della gloria, la distinzione del giusto e dell'ingiusto, e fidarsi alla forza sin al giorno inevitabile ch'essa soccomba ad una maggiore! I due ordini coesistenti diansi la mano per la felicità del genere umano; è delitto di lesa società il confonderli quanto il disgregarli; e la difficoltà non consiste nello stabilire accordi, ma nella diffidenza che sieno osservati.
      Non trattasi dunque se un principe abbia ad occupare un altro piccolo territorio, se un re governi bene o male608, bensì dell'armonia universale: non vuolsi libera Chiesa in libero Stato, ma in popolo libero: non condannare ciò che l'immensa maggioranza venera ed ama; non sottomettere le magnifiche speranze dei giusti e le salutari paure de' peccatori a decreti di ministri e prefetti, bensì introdurre l'amore e la giustizia, senza cui non v'è pace; far concorrere al bene universale le due podestà, che concordi possono tutto, discordi nulla valgono contro il male.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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