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      Allora si consentirono alcune libertà alla Chiesa, come di scegliere i proprj vescovi senza bisogno di presentazione regia, di giuramento, di placitazioni: si propose una legge che, pure spogliando la Chiesa, promettevale le sue libertà. Nol sofferse il parlamento; abbattè il ministero e quella legge, nè tampoco volle discutere; rinnegò ogni libertà612, e dopochè l'Austria ebbe abbandonato il Veneto, all'aspirata unità italiana dichiarava non mancare che l'acquisto di Roma. Tanto s'è iti lontani dai motori della rigenerazione italiana! tanto con mezzi sovvertitori si turbò la causa santa promossa da persone che per la patria aveano fatto più che scrivere una gazzetta!
      Pio IX, se come principe adopra ogni guisa al miglioramento del suo Stato613, come papa ha l'intima persuasione d'una particolare assistenza di Dio, il quale certamente lo caverà da questi mali passi, ripristinerà intera la sua autorità anche temporale, purchè egli non rendasi indegno delle grazie superne; ed anzichè cercare armi ed appoggi mondani, aspetta il miracolo. Intanto espone i torti e protesta, e il fece di nuovo nell'allocuzione del 29 ottobre 1865, dicendo:
      «Più volte e con lettere e con allocuzioni abbiamo deplorato le cose di nostra religione, afflitte da molti anni in Italia, e le gravissime ingiurie fatte dal Governo del Piemonte a noi e all'apostolica sede. Cresce il dolor nostro, vedendolo incessantemente e con sempre maggiore violenza aggredire la cattolica Chiesa, le salutari leggi e i sacri ministri di essa, vescovi, integerrimi uomini d'ambo i cleri, onestissimi cittadini cattolici, senza umanità, con quotidiano eccesso cacciare in esiglio, in carcere, o vessar in modi indegni; le diocesi con gravissimo detrimento delle anime lasciar prive de' pastori; le vergini sacre a Dio espulse da' lor monasteri e ridotte a mendicità; i templi di Dio violati; i seminarj episcopali chiusi; la istruzione della gioventù tolta alla disciplina cristiana, e commessa a maestri di errore e d'iniquità: il patrimonio della Chiesa usurpato e distratto.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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