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Questi gemiti ripetemmo perchè rivelano i dissensi della Chiesa dallo Stato, del popolo vero dai suoi rappresentanti, della nazione da' suoi padroni: perchè si ebbe cuore di dire solennemente che il papa non si duole delle ingiustizie contro la Chiesa615; e perchè si veda come i fabbricatori di distruzione allontanino più sempre quella conciliazione, senza della quale non potrà dirsi fatta l'Italia. E mentre scrivo vien ratificata (15 agosto 1867) una legge di passione e di guerra per dilapidare la Chiesa, lasciando senza risposta le lezioni del passato e le interrogazioni dell'avvenire, a cui legheremo tanti inganni, tanti errori, tanti rimpianti: suonano i gemiti di migliaja di anacoreti e monache, cacciati dagli asili dove s'erano formati all'amor del prossimo e all'energica sommessione al voler di Dio, e che esposti a vera fame, ispirano compassione fin ai loro nemici, che crederebbero viltà l'ostinarsi a ingiuriarli; suonano gridi dal parlamento che, «ritirati i Francesi da Roma, omai i preti possono prendersi a calci»616: suonano i proclami de' comitati, che spinti dal gran rivoluzionario, preparano armi, prestiti, mine contro Roma, non dissimulando che con ciò si dee scassinare l'ordinamento cattolico.
Se i potentati sostengono il pontefice, s'egli è una forza con cui le forze devono contare, gli è perchè il popolo è ben lontano dall'averlo abbandonato. Altrove le dinastie spariscono alle trame d'un ministro o d'un cospiratore; al comparir dell'oro o delle camicie rosse sfasciansi gli eserciti, spergiurano gl'impiegati. Qui non avvenne. Ma se Dio vorrà non esista più un popolo, a governar il quale basti un prete senza spada, che annunzia la pace e non vuol mai la guerra; dove non si cambiò dinastia da xviii secoli; dove ogni lingua ha collegi e rappresentanti e tribunali; dov'è l'asilo comune de' perseguitati, la scuola degli artisti e degli eruditi; dove stanno gli archivj della civiltà che di qui fu inviata e protetta in tutto il mondo; dov'è una quiete che ripugna, un silenzio che mortifica il convulsivo rumore dell'altre genti; se s'avvererà la profezia che il demonio prevalga ai santi617, il pericolo sarà de' Cattolici, non del cattolicismo, e ai paurosi suonerà la parola, «Di poca fede, che dubiti?
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