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      DISCORSO LVI
     
      LE SÈTTE SOFISTICHE. GLI ODIERNI DISSIDENTI.
     
      Mentre gli uni voleano conquistar Roma colla forza aperta, altri lentamente invaderla coi mezzi morali, v'era chi, vedendo inseparabili l'ordine temporale e lo spirituale, asseriva non si riuscirebbe colla forza e colle tresche diplomatiche, ma solo col toglier la fede e distruggere il cattolicismo. Oltre dunque profittare di quelli che, se attirano scomuniche e interdizioni, non professano separarsi dalla certezza della fede e rompere il vincolo dell'unità, il Governo a' suoi fini si ricordò che, irreconciliabili come nel xvi secolo, rimangono sempre a fronte il cattolicismo, sintesi universale della ragione umana, elevata fin alla ragione divina mediante la rivelazione; e la protesta, ispirata massimamente da odio alla supremazia italiana, da pretensione a nazionalità segregata. Fin dal suo apparire noi indicammo come i nuovi suoi simboli e le confessioni non appoggiandosi all'autorità, essa dovesse o tradire la logica, oppure arrivare all'organamento libero della religione, all'unione de' Cristiani non più nella lettera morta, ma nell'idea pura, cioè nelle infinite gradazioni del giudizio individuale. In fatto adoprò indarno evoluzioni dogmatiche o ripieghi costituzionali per avvicinarsi all'unità; cercò indarno qualche autorità fuori di quella che dice antiquata, onde fissarsi tra lo scetticismo puramente materiale, e le forme sfumate del misticismo.
      Alcuni fra' Protestanti credono ancora sia necessario alla salute l'accettare la rivelazione cristiana, prestar fede a certi miracoli, a certi dogmi, quali la trinità, l'originale corruzione della natura umana, l'impotenza dell'uomo al bene, le postume retribuzioni. Ma mentre la Chiesa cattolica confida di non venire mai meno perchè i suoi dogmi, trascendenti l'umana capacità, non sono inventati ma dati, e portano l'unità col sottomettere a un capo, pare che fuor di essa non possano darsi più che Metodisti o Sociniani.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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