Il secolo xvi aveva impugnato l'autorità della Chiesa mediante l'autorità della Bibbia: il secolo xviii mediante frivolezze e riso battè culto, dogmi, misteri: il secolo nostro combatte il cattolicismo uscendo dal cristianesimo: vuol sottrarre alla Chiesa anche l'interpretazione de' libri santi, neppure il vangelo accettando se non in quanto risponde alle convinzioni del nostro intelletto, sovvertendo gli avvenimenti storici, e l'analisi esegetica applicando fin al subjetto teantropico. Alla salvezza (dicono) si giungeva prima del cristianesimo, e si giunge fuori di esso da coloro cui non fu dato riconoscere la vanità delle loro credenze: si dà un progresso della fede come delle altre scienze; libera l'interpretazione della Scrittura a segno, che nè tampoco occorre definire la divinità, nè riconoscere ajuti o impacci alla libertà morale, nè originale incapacità alle virtù e alla derivante santificazione: all'immensa equità e bontà di Dio repugna l'eternità de' castighi. Escluso il sopranaturale dalla ragion dell'uomo, si esclude anche dagli annali dell'umanità, e per aspirazione ad unificare il sentimento religioso si esclama, «Non più teologia dogmatica non miracoli618, non superna ispirazione delle Scritture, non redenzione, non comunione dei fedeli: la religione è un sentimento, nè l'intelletto v'ha a fare; la scienza non ha nulla di comune colla fede, anzi la scalza». A persuadere ciò si mira non tanto con violenza e in aspetto di rabbia, quanto col lento e sistematico disfare pezzo a pezzo credenze e tradizioni, ed il sopranaturale e la Chiesa presentare quasi in contrapposto colla scienza e colla civiltà moderna.
La società cristiana si compone di Dio principio supremo; del Cristo, divino mediatore; della Chiesa, società conservatrice eterna dell'incorruttibile verità che unisce gli uomini.
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