Ebbene: dapprima si disse: «Giù la Chiesa, tralignata, meretrice; si conservi Cristo solo, Cristo nudo». Poi si disse, «Cristo è un mito, i vangeli un romanzo: non più Cristo». Presto si arrivò al «Non più Dio»; e nell'impossibilità di far un credo comune, si fa senza credo; è ortodosso chiunque è sincero619. Ma i sinceri è notevole come ritornino verso l'autorità, siccome vedesi ne' Puseisti. Vi ritornano pure i liberali, che il suffragio popolare riscontrano nelle decisioni de' Concilj e nell'elezione dei papi; vi ritornano quelli che sentono l'istinto dell'ordine, il bisogno di certezza, d'unità di spirito, di comunanza di preghiere.
Nei tempi napoleonici, quando si considerava nemico chiunque non s'incurvava, se perseguitossi la Chiesa cattolica, non si favorì guari la protestante. Se il vulgo colto celiava ancora con Voltaire, il popolo cresceva rispetto ai sacerdoti quanto li vedeva più oppressi nel loro capo. La restaurazione credette consolidarsi mediante l'alleanza del trono coll'altare; e la religione dominante in Italia fu la cattolica, anche ne' paesi sottoposti all'Austria, dove ogn'altra era tollerata, e dove i Protestanti erano ammessi a tutti gli impieghi, non però con pubblicità di culto.
I Valdesi di Piemonte, de' quali accennammo le vicissitudini nel discorso LI. contro i proprj re invocarono l'intervento straniero: ma all'Inghilterra che s'intromise a loro favore, fu mostrato come gli editti contro di essi fossero meno severi che quei d'altri Stati contro i Cattolici. Non crescevano però di numero, nè presumevano far conversioni; e se moltiplicaronsi libri e storie apologetiche, v'ebbero contradditori; fra cui già nominammo il vescovo Charvaz, che, oltre la storia, fece la Guida del catecumeno valdese, ribattendone gli errori, e difendendo la religione cattolica ne' suoi dogmi, nel suo culto, nella sua disciplina.
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